Nepi – (sil.co) – Violenza sessuale su minore, la presunta vittima avrebbe confermato punto per punto tutte le molestie subite dall’operaio cinquantenne, arrestato dai carabinieri e condotto a Mammagialla lo scorso mese di novembre. La prima volta non aveva ancora compiuto dieci anni.
E’ la bambina di dieci anni di Nepi, sentita nei giorni scorsi dagli inquirenti nella cosiddetta modalità dell’incidente probatorio.
Si tratta di un interrogatorio in forma protetta che, nel caso specifico, si è tenuto davanti agli inquirenti e a tutte le parti in causa, col supporto degli psicologi, per cristallizzare la versione della parte offesa.
Un istituto del diritto processuale penale italiano utilizzato soprattutto nel caso di minori, anzitutto per evitare loro il trauma di dover deporre successivamente, magari a distanza di anni, in caso di processo. Ma scopo dell’incidente probatorio è anche verificare, attraverso una serie di domande mirate, l’attendibilità della presunta vittima e se la sua deposizione sia schietta e genuina.
La piccina, che in questa delicata fase della vicenda è assistita dall’avvocato Luigi Mancini, come detto, avrebbe confermato punto per punto gli abusi.
Il cinquantenne, che lavorerebbe presso una casa di riposo per anziani, avrebbe approfittato della bambina in due occasioni, a giugno e agosto di quest’anno.
Con dei pretesti, sarebbe riuscito ad attirare la minore nel suo appartamento. Quindi l’avrebbe immobilizzata, denundandosi davanti a lei e costringendola a subire atti sessuali, consistenti in strusciamenti delle parti intime.
La vittima, durante l’incidente probatorio, avrebbe confermato senza esitazioni quanto già raccontato alla madre e alle assistenti sociali, convincendo poche settimane fa la pm Chiara Capezzuto, che ha ritenuto ci fossero riscontri più che sufficienti, a chiedere per l’uomo la misura della custodia cautelare in carcere, convalidata dopo l’interrogatorio di garanzia.
Il cinquantenne, che ha sempre negato tutto, dicendosi completamente estraneo ai fatti contestati, è accusato di violenza sessuale, con l’aggravante di avere commesso il fatto in danno di minore infraquattordicenne che, alla data del primo episodio, non aveva ancora compiuto dieci anni.
La difesa, nel frattempo, dopo l’incidente probatorio, ha presentato istanza per i domiciliari, ma la richiesta è stata rigettata dal giudice per le indagini preliminari.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY