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Viterbo - La segretaria della Cna Luigia Melaragni commenta il riconoscimento nazionale ottenuto insieme a comune, fondazione Carivit e cooperativa Girolamo Fabrizio

“Ceramica patrimonio del passato, del presente e del futuro”

di Francesca Buzzi
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Il sindaco Michelini e la segretaria della Cna Melaragni

Il sindaco Michelini e la segretaria della Cna Melaragni

La segretaria della Cna Luigia Melaragni

La segretaria della Cna Luigia Melaragni

Il presidente della fondazione Carivit Mario Brutti

Il presidente della fondazione Carivit Mario Brutti

Gli assessori comunali Delli Iaconi e Perà

Gli assessori comunali Delli Iaconi e Perà

Daniela Vai, portavoce ceramisti Cna Lazio

Daniela Vai, portavoce ceramisti Cna Lazio

La presidente della cooperativa Girolamo Fabrizio Cristina Bugiotti

La presidente della cooperativa Girolamo Fabrizio Cristina Bugiotti

Viterbo – “La ceramica è un enorme patrimonio storico-culturale per la nostra provincia. Ma lo è anche nel nostro presente e può esserlo ancora nel nostro futuro”.

La segretaria della Cna di Viterbo e Civitavecchia Luigia Melaragni commenta così l’importante riconoscimento del consiglio nazionale ceramico. Ora, a tutti gli effetti, Viterbo entra a far parte delle quaranta città italiane della ceramica. Un circuito prestigioso all’interno del quale si potranno mettere in moto meccanismi di promozione dei prodotti, ricerca e approfondimento a livello nazionale ed internazionale.

“C’è stato un grande lavoro di squadra dietro questo traguardo – prosegue Luigia Melaragni -. La Cna ha fatto il suo, ma non saremmo arrivati a questo punto senza l’aiuto del comune di Viterbo, della fondazione Carivit e della cooperativa Girolamo Fabrizio (che gestisce il museo della ceramica della Tuscia)”.

Ma il riconoscimento non è un punto di arrivo. Tutt’altro.

“Ora più che mai possiamo dimostrare che la ceramica non è soltanto un immenso patrimonio del passato da preservare e ammirare – continua la Melaragni -, ma è anche e soprattutto il nostro presente e il nostro futuro. Tanti sono gli artigiani della Tuscia che portano avanti questo mestiere con passione ed è grazie a loro che il settore può continuare ad essere un volano per lo sviluppo economico del territorio. La decisione del consiglio potrà farci inserire in una rete su scala nazionale che organizza seminari a tema, ricerca, corsi di specializzazione. Quindi anche chi finora faceva il ceramista solo come hobby può pensare di cogliere l’occasione per approfondire e lanciarsi in qualcosa di più concreto”.

E per chi ha questa passione nel cuore, vedersi riconosciuta questa “qualifica” non può che essere una grande emozione. “Le generazioni di ceramisti che ci hanno preceduto – dice Daniela Vai, portavoce dei ceramisti Cna Lazio – hanno già lasciato il loro segno nella storia. Mi piace pensare che anche noi, ogni volta che diamo forma a un nuovo manufatto, facciamo qualcosa del genere. Vogliamo lasciare il segno, un bel segno”.

Del resto la ceramica ha radici lontanissime nella città di Viterbo. “Visitando il museo della ceramica di Viterbo, si può ben capire quanto siano antiche le prime testimonianze – spiega la presidente della cooperativa Girolamo Fabrizio -. Penso alle urne cinerarie o ai manufatti decorati in bruno e verde, tipici dell’epoca medievale. In comune è perfino conservato un documento datato 1251 che regolamentava proprio l’attività dei ceramisti vasai dell’epoca. Segno che era un’arte molto diffusa e significativa già allora per l’economia locale”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della fondazione Carivit, Mario Brutti, che ha rimarcato come “i dossier fatti bene e ben presentati hanno successo”.

Il traguardo è stato infine apprezzato e annunciato con orgoglio dal sindaco Leonardo Michelini e dagli assessori Sonia Perà e Tonino Delli Iaconi che hanno partecipato al progetto. 

“Quando ci sono gli interessi buoni ovvero quelli che portano sviluppo, lavoro e turismo – chiude il primo cittadino – le cose vanno a lieto fine. Il comune ha voluto fare la sua parte in questa bella avventura perché abbiamo subito colto la bontà dell’idea che c’era dietro. La ceramica è parte integrante della nostra storia e del nostro patrimonio artistico, quindi qualsiasi cosa ci porti a darle il risalto che merita. Tra i miei sogni c’è una sorta di museo delle eccellenze da ospitare proprio qui, a palazzo dei Priori, dove si possa far conoscere ai turisti la macchina di Santa Rosa, le opere di Del Piombo, la nostra ottima gastronomia e, appunto, la ceramica viterbese”.

Francesca Buzzi


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13 dicembre, 2017

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