– Il tema delle energie rinnovabili è stato al centro del Consiglio provinciale straordinario che si è tenuto oggi a Palazzo Gentili.
Sono intervenuti nel dibattito, oltre ai consiglieri provinciali anche i rappresentanti delle associazioni di categoria del mondo agricolo (Coldiretti, Cia e Confagricoltura) e quelli dell’Associazione “Italia Nostra”.
Il Consiglio è stato aperto dalle relazioni degli assessori Paolo Equitani (Ambiente) e Franco Simeone (Agricoltura).
Equitani ha illustrato lo stato degli impianti ad energia rinnovabile presenti sul territorio suddividendoli per tipologie .
Per ciò che riguarda gli impianti a biogas, a fronte di una richiesta pari a 1,499 MW di energia, 0,5 MW sono stati autorizzati mentre 0,999 sono in istruttoria.
Per l’eolico sono stati richiesti 496 MW; 60 sono autorizzati, 436 sono in istruttoria.
Sul fotovoltaico sono stati richiesti 1384,1688 MW; 870,503 sono autorizzati, 513,666 sono in istruttoria.
Il settore idroelettrico registra una richiesta di 0,213 MW tuttora in istruttoria.
Per il Gas di Discarica sono in istruttoria richieste per 0,99 MW.
Infine per ciò che concerne le biomasse a fronte di una richiesta di 14,997 MW sono stati autorizzati 12 MW di energia mentre 2,997 sono in istruttoria.
“La Provincia da questo punto di vista ha le mani legate – ha spiegato Equitani – il nostro ruolo si limita ad esaminare le pratiche e a rilasciare le autorizzazioni nel momento in cui sono state rispettate tutte le procedure. Non sono concesse valutazioni politiche nel rilascio dei permessi. La nostra posizione è stata sempre estremamente chiara. Siamo favorevoli allo sviluppo delle energie rinnovabili in proporzione al reale fabbisogno delle aziende e delle attività artigianali, ma il discorso cambia nel momento in cui ci si trova di fronte a vere e proprie aggressioni del territorio, con l’installazione di impianti ad elevata produzione che per giunta impattano sul paesaggio e vanno ad occupare terreno destinato all’agricoltura”.
Su questo punto si è poi ricollegato l’assessore Simeone che ha aggiunto: “ I recenti dati sullo stato delle province laziali emersi da uno studio realizzato dall’Upi e dall’Eures hanno evidenziato che l’agricoltura resta l’attività trainante dello sviluppo economico. Un comparto che purtroppo ha subito un arretramento rispetto al passato, fatto questo che non ha però mutato la vocazione della Tuscia che resta una provincia a forte caratterizzazione agricola ed ambientale. E’ necessario dunque preservare il territorio e questo è possibile se si attua una strategia efficace, condivisa con tutte le realtà economiche e produttive”.
Si è poi sviluppato un ampio e articolato dibattito che ha coinvolto i rappresentanti delle associazioni di categoria e i consiglieri provinciali. Il sostegno alle energie rinnovabili non è stato messo in discussione, ma tutti hanno concordato sulla necessità di un intervento della Regione in grado di definire, all’interno di una pianificazione energetica di carattere regionale, normative capaci di regolamentare lo sviluppo degli impianti, concedendo ai livelli locali gli strumenti per difendere il territorio.
Le organizzazioni agricole hanno presentato una proposta di ordine del giorno che è stata acquisita dalla Presidenza del Consiglio provinciale e messa agli atti. Il documento ora passerà al vaglio della Commissione Ambiente per essere discusso, integrato e riproposto in una prossima seduta.
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