– “Chi manovra queste minoranze?”.
Cresce il malcontento nel Partito democratico e Beno Salvatori non le manda a dire. Il ricorso delle mozioni Bachelet-Leonori di mercoledì scorso contro l’elezione di Aldo Fabbrini alla presidenza dell’assemblea provinciale è stato l’ultimo atto di una vicenda travagliata su cui il membro della segreteria non può tacere.
Due votazioni a vuoto, manca l’accordo per il presidente e il partito a livello locale continua a essere spaccato. Per Salvatori, c’è chi all’interno del Pd lavora per distruggere invece di aggregare.
In giornata è prevista l’elezione del presidente dell’assemblea regionale. In pole ci sarebbe Marta Leonori. E per Salvatori i conti non tornano. “Come è possibile – si chiede scettico – che i nostri delegati eletti alla segreteria regionale votino oggi per Marta Leonori, che fa capo alla mozione che mercoledì scorso ha presentato ricorso contro l’elezione di Fabbrini, nominato dalla maggioranza? Ho fatto questa domanda durante la riunione della segreteria provinciale di mercoledì, e nessuno ha saputo rispondermi“.
In contemporanea alle vicende viterbesi, infatti, sono andati avanti gli accordi a livello regionale. E Marta Leonori (sostenuta da Ugo Sposetti) sarebbe favorita per la presidenza dell’assemblea.
“Dove sta la coerenza nel votare la Leonori che fa capo a uno di quei due gruppetti che sta spaccando il partito – continua Salvatori -. Per me questo non è il modo di portare avanti uno schieramento. Anzi, è il giusto metodo per distruggerlo”.
Salvatori si chiede dunque chi stia manovrando questo gioco tafaziano. “La segreteria – spiega Salvatori – sta lavorando per unire e invece c’è chi rema contro. Che fa per esempio Sposetti in tutto questo? Perché, lui che sostiene la Leonori, non interviene chiedendo collaborazione con la segreteria provinciale guidata da quell’Andrea Egidi che ha cresciuto politicamente e che adesso invece sembra avere abbandonato?“.
Per il membro della segreteria provinciale serve superare ogni personalismo per rimettere in carreggiata il Partito democratico, riconoscendo una volta per tutte Fabbrini presidente. “Mi auguro – conclude Salvatori – che la situazione possa risolversi al più presto per il bene del Pd e per il nostro territorio che ha bisogno di un vero partito di opposizione”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY