Riceviamo e pubblichiamo – Non ci è piaciuto affatto il giochetto con il quale la società che gestisce il servizio idrico integrato ha addebitato consumi presunti ben al di sopra di quelli usuali trasformando le famiglie ed i cittadini i cittadini in veri e propri istituti di credito che vanno a coprire inefficienze, lentezze e debiti accumulati nel corso degli anni.
Ciò, peraltro, e per quello che ci viene segnalato, senza tenere neanche in debita considerazione eventuali autoletture effettuate dai cittadini più volenterosi.
La cosa che più ci infastidisce, e che ci lascia interdetti, è che questa manovra sia stata compiuta proprio in un momento in cui l’acqua che esce dai nostri rubinetti (e dall’80% dei comuni viterbesi) è stata dichiarata non potabile in virtù dell’elevato tasso di arsenico presente e niente è stato fatto finora per ovviare ad un problema che riguarda la salute di tutti.
Il nostro Comune è poi particolarmente colpito dall’elevato tasso di arsenico in ragione della conformazione tufacea del territorio: speriamo che tutte le iniziative immediate e strutturali che verranno prese dagli organi competenti per ovviare al problema tengano conto dei dati oggettivi (arsenico presente e abitanti coinvolti) e non delle solite logiche partitiche.
E’giunto il momento che tutte le istituzioni coinvolte comincino a prendersi le proprie responsabilità e dare risposte concrete e non solo promesse.
Il Presidente della Provincia di Viterbo aveva garantito l’installazione immediata di fontanelle per tamponare il problema arsenico ma, purtroppo, ad oggi, l’unica fontanella installata risulta essere quella voluta e pagata dalla nostra amministrazione.
In particolare poi la Presidente Polverini, nominata dal 12 Febbraio u.s. Commissario Straordinario per l’emergenza arsenico nei comuni del Lazio avrebbe dovuto presentare in un mese “un piano generale degli interventi indifferibili e urgenti a salvaguardia della pubblica incolumità” stanziando inoltre i fondi necessari.
Ad oggi però tale impegno è rimasto del tutto inevaso a quella che è una emergenza sanitaria.
Evidentemente perché ad essere danneggiati non sono i cittadini romani bensì una Provincia ed un territorio che in quest’ultimo anno è stata già abbastanza spogliata di servizi sanitari e opere infrastrutturali.
Finora un sentito ringraziamento possiamo rivolgerlo solamente all’amministrazione comunale ed in particolare al sindaco Angelelli il quale, senza attendere le lungaggini della politica, sta provvedendo all’installazione di altre due fontane pubbliche per alleviare le difficoltà affrontate dai cittadini, riservandosi di inoltrare una richiesta di rimborso nei confronti delle istituzioni che sarebbero dovute intervenire.
Il Partito Democratico di Civita Castellana è deciso ad intraprendere ogni forma di protesta al fianco della cittadinanza, avendo bene in mente che l’acqua è un diritto universale e un bene pubblico da conservare per le future generazioni, non soggetto alle regole della concorrenza ma nello stesso tempo convinta che la gestione della risorsa idrica deve salvaguardare l’acqua stessa, l’ambiente, la qualità delle reti e l’efficienza del servizio.
Pd Civita Castellana
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