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Viterbo - I sindacati scrivono al direttore

Mensa in carcere, l’astensione continua

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Il carcere di Mammagialla

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dei sindacati al direttore del carcere sulla questione mensa – Al direttore della casa circondariale di Viterbo Teresa Mascolo

In riscontro alle note 14743 e 14950 del 13.03.2012, con le quali codesta direzione comunica alle scriventi organizzazioni sindacali le azioni intraprese, pur apprezzando la serietà l’impegno ed i risultati raggiunti (la disinfestazione dei locali da un lato dimostra lo sforzo della direzione dall’altro la fondatezza di un problema) in merito ad una possibile sospensione, le scriventi organizzazioni sindacali comunicano di voler attendere gli esiti dell’annunciato incontro.

Ciò al fine di poter valutare nella sua globalità, l’intervento posto in essere dalla ditta appaltatrice, in quanto i problemi lamentati dal personale non sono solo ed esclusivamente riconducibili in ordine all’igiene dei locali, ma ascrivibili anche alla scarsa qualità dei cibi e della loro preparazione, specie nelle ore serali.

Da segnalazioni fatte dal personale emergono tra gli aspetti più critici:  il pasto serale che sovente è preparato a pranzo e riscaldato a cena con ovvie ripercussioni di qualità;
il grado di umidità dei locali che spesso rende tutte le superfici vischiose;
il livello di funzionalità e di pulizia ordinaria della strumentazione in uso alla cucina (lavastoviglie, cappe aspiranti, piastre per la cottura ecc.);
la qualità delle materie prime;
il clima del locale per la consumazione dei pasti che, quasi sempre non è idoneo alle prerogative stagionali e come da contratto.

Quanto sopra elencato vuole solamente essere uno spunto per il miglioramento del servizio mensa, che per il personale appare elemento fondamentale al buon vivere quotidiano e non un utilizzo strumentale da parte di alcuno.

Evidente ed indicativo è lo stato di disagio di parte del personale che da molto tempo non fruisce della mensa, adattandosi con cibarie comprate allo spaccio o portate da casa, specie a cena.

Il nostro stato di agitazione, oltre che essere la rappresentazione dello stato d’animo del personale, è un inizio per un agire costruttivo che cerca di prendere in esame tutti gli aspetti in campo.

Rimaniamo in attesa di concrete ed efficaci risposte.

Sappe Osapp Cislfns Uilpa Sinappe Uglpp Cgilfp


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17 marzo, 2012

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