Riceviamo e pubblichiamo – Abbiamo perso una parte preziosa di San Pellegrino e tutti noi abbiamo il dovere di mantenerne la memoria – Alberto Turchetti ci ha lasciato.
Chiedo a lei, signor sindaco, di fare il possibile affinché il suo ricordo non venga meno, di attivarsi affinché non si disperdano le innumerevoli opere d’arte presenti nella sua casa di via San Gemini, nello studio e quelle che erano nel vecchio studio ricavato all’interno della Torre Scacciaricci.
Ho avuto il privilegio di conoscerlo, di frequentare i suoi luoghi e di vedere opere estremamente significative per Viterbo e che erano in suo possesso come le nove lastre originali di Pietro Vanni, le stampe autografe dello stesso pittore, opere del ‘700 su tela, arredi antichi, un prezioso libretto con disegni dell’800 conservato nello studio e innumerevoli altri oggetti di elevato valore storico-artistico.
Quando si parlava con Alberto si capiva subito il suo viscerale amore per Viterbo e per la Tuscia che ha provato a raffigurare nel suo ciclo straordinario delle opere su carta dedicato alle mucche maremmane.
Se lei riuscisse a raccogliere le opere in un luogo dedicato al caro e ruvido Alberto saremmo riconoscenti e lui apprezzerebbe.
Alfredo Giacomini
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