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Geotermia - La rete nazionale Nogesi dopo il no del ministero al progetto nel comune di Acquapendente

“Speriamo che la bocciatura di Torre Alfina sblocchi anche Castel Giorgio”

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Geotermia - La centrale di Latera

Geotermia – La centrale di Latera

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Dopo l’impianto geotermico pilota di Scarfoglio (Na), bocciato dalla Commissione Via del ministero dell’Ambiente e dalla Regione Campania, ieri il consiglio dei ministri ha bocciato il progetto pilota geotermico di Torre Alfina, nel comune di Acquapendente (provincia di Viterbo).

Un nuovo colpo allo sgangherato piano Berlusconi –Scajola sulla privatizzazione della geotermia elettrica. 

Infatti, attratte da vistosi incentivi statali (in realtà pagati dai cittadini e dalle imprese) aziende – spesso senza alcuna esperienza – si lanciano nel settore, che ha mostrato – al di là della facile pubblicistica – limiti tecnologici molto forti.

L’attività geotermica è una attività mineraria come il carbone, il gas, il petrolio, con tutte le problematiche tecnologiche, ambientali e di sanità che da sempre contraddistinguono tali settori.

Finché le tecnologie impiegate – vecchie di un secolo – non cambieranno sarà necessario spostare fluidi dal sottosuolo all’esterno, spesso – come in Centro Italia – con difficoltà immense, dipendendo dalla percentuale di gas incondensabili come l’acido solfidrico (quello che puzza di uova marce), mercurio, arsenico e perfino… uranio.

Con problemi ambientali e sanitari ormai dilaganti come in Toscana, sul monte Amiata, a causa degli impianti geotermici di Enel Green Power che si ostina a seguire – senza alcuna innovazione – vecchie tecnologie, mentre nel mondo paesi più avanzati come gli Usa ed il Giappone ne stanno sperimentando di nuove decisamente meno impattanti.

E intanto la magistratura sta aprendo inchieste giudiziarie sempre più puntuali contro i danni ambientali e sanitari sul Monte Amiata. Quando il presidente della Regione Toscana Rossi si convincerà che il “vaso è colmo” e che decine di sindaci e di territori sono contrari alla geotermia elettrica idrotermale e che chiedono altri modelli di sviluppo del proprio territorio?

Ma torniamo all’impianto geotermico “binario” di Torre Alfina: bene hanno fatto – e come Rete Nazionale Nogesi li ringraziamo – i cittadini, le associazioni, l’amministrazione comunale di Acquapendente ed i sindaci umbri e della Tuscia, il Consiglio Regionale dell’Umbria, a dire forte e prolungato il loro no agli impianti geotermici sulla Piana dell’Alfina e i minacciati impianti di Latera, Farnese – Ischia di Castro e Caprarola – Carbognano.

Vogliamo in merito segnalare il grosso impegno di Alessandra Terrosi in difesa delle peculiarità dei territori umbro-laziali.

L’impianto bocciato è di fronte a quello previsto a Castel Giorgio, dove ancora la Regione Umbria non ha trovato la determinazione di bocciare tale impianto: speriamo che la recente bocciatura di Torre Alfina sblocchi anche Castel Giorgio, posto sullo stesso altopiano dell’Alfina, a poche decine di metri di distanza.

Rete nazionale Nogesi (No Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante)


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23 dicembre, 2017

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