Viterbo – (g.f.) – Silenzio, siamo in provincia.
Palazzo Gentili, palazzo della quiete e della pace.
Il decreto Delrio che doveva cancellare l’ente è diventato lettera morta con la bocciatura del referendum, ma gli effetti a via Saffi si continuano a vedere e chissà ancora per quanto.
Non ci vuole molto per rendersene conto. Superata l’accoglienza all’ingresso, è sufficiente passeggiare lungo i corridori del palazzo, in un qualsiasi giorno lavorativo e in un orario, dopo mezzogiorno, in cui, all’epoca della provincia vecchia versione, si vedevano uffici pieni, impiegati al lavoro, persone girare.
Ricordi di un tempo. Oggi, con lo svuotamento dell’ente, regna un’atmosfera surreale. Da archeologia amministrativa.
Ovunque il silenzio. Stanze vuote, alle porte, le targhe sono state sostituite da cartelli dove domina il logo della regione. Un palazzo quasi fantasma.
Del resto, da 440, i dipendenti sono stati ridotti a 183 e le competenze passate alla regione insieme con gran parte del personale.
Lasciando un vuoto a via Saffi. Da un piano all’altro, difficile incrociare qualcuno.
Nel corridoio accanto alla sala del consiglio si mette in moto una fotocopiatrice. Un segnale di vita.
L’unica parte ancora dove si sentono voci è quella nei pressi dell’ufficio di presidenza. La stanza di Pietro Nocchi.
Si è insediato da poco ed è fiducioso nel tempo, di riuscire a dare all’ente l’importanza che gli spetta. Così ha poco senso.
Vorrebbe farne la casa dei comuni. Bella idea. La sola cosa che non manca qui, è lo spazio.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY