– Sradica lavandino e lo scaglia contro gli agenti penitenziari.
Sono finiti all’ospedale Belcolle di Viterbo quattro agenti della polizia del carcere di Mammagialla aggrediti da un detenuto 30enne di origini marocchine con patologie psichiatriche.
Il fatto risale alla mattina del 18 marzo scorso quando il 30enne avrebbe dato in escandescenza.
“Il carcerato – racconta Danilo Primi, delegato regionale della polizia penitenziaria dell’Ugl – era molto nervoso e agitato. Gli agenti sono intervenuti per calmarlo ma in realtà la situazione è degenerata. L’uomo infatti ha sradicato il lavandino nella cella e lo ha scagliato contro gli agenti, che fortunatamente sono riusciti a schivarlo“.
Per loro solo qualche escoriazione che è stata curata all’ospedale del capoluogo.
Non è la prima volta che il personale della polizia penitenziaria viene aggredito. “Le aggressioni sono frequenti – continua Primi-. L’episodio di domenica si aggiunge a quello di un paio di settimane fa in cui un agente ha preso un pugno in un occhio. Così non si può andare avanti“.
Per il sindacalista non si può lavorare in queste condizioni. “Il personale è stanco e stressato – dice -. Siamo tutti padri di famiglia e la mattina non possiamo venire non con la paura che possa succedere qualcosa”.
Primi chiede che si intervenga subito. ” Gli uffici di Viterbo e quelli del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria devono prendere subito dei provvedimenti – conclude -. Viterbo sta diventando la fogna del Lazio. Accoglie detenuti con malattie psichiatriche di altri istituti, ma le ore di assistenza a disposizione sono poche e non sono in grado di assicurare un servizio completo”.
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