Viterbo – Il momento delle scelte.
Sono anni che scriviamo sui cambiamenti climatici. E’ almeno dal 1994 che scrivo libri e articoli sull’inquinamento luminoso e sui danni in genere all’ambiente con conseguenze irreversibili, e almeno dal 2007 che organizzo seminari sul riscaldamento globale alle ultime classi del liceo come preparazione all’esame di stato, e non manco mai di citarlo nelle mie conferenze al Planetario dei Cimini.
E’ un argomento non solo attualissimo, ma anche educativo, formante e di vitale importanza soprattutto per le prossime generazioni. Non è ora più il momento di tentennare, ma quello di passare all’azione, quella che costa sacrifici.
Possibile che la nostra scienza, la nostra volontà si sia incancrenita? Non ci sono più interpreti-esecutori coraggiosi? A cosa servono le università se non a guidare le menti? Vedere morire la natura, sciogliere i ghiacci perenni, estinguersi persino le api e gli insetti volanti, per non parlare del gran secco e delle polveri sottili. Ma siamo tutti diventati ciechi e sordi?
Lo scorso secolo abbiamo avuto la più grande catastrofe dell’umanità, e l’abbiamo vinta solo con lo sforzo globale e con enormi sacrifici, sebbene all’inizio si pensasse che quell’omino con il baffetto fosse innocuo, e bisognasse lasciarlo fare. In questo secolo abbiamo a che fare con noi stessi, ci lasciamo fare ugualmente?
Ecco due frasi di Sir W. Churchill a proposito di scelte. “L’era dei rinvii, delle mezze misure, degli espedienti ingannevolmente consolatori, dei ritardi è da considerarsi chiusa. Ora inizia il periodo delle azioni che producono delle conseguenze”.
“A volte fare del proprio meglio non è abbastanza; dobbiamo fare ciò che è necessario”.
Paolo Candy
Direttore osservatorio astronomico dei Cimini
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