Roma – “Attribuisco la colpa per un verso alla destra e per un altro verso al Pd”. È l’affondo bipartisan del senatore Pd Luigi Manconi, sulla mancata approvazione dello Ius Soli.
Manconi, presidente della commissione straordinaria diritti umani, ha lanciato lo sciopero della fame per il sì alla legge. Stamattina è intervenuto ai microfoni di “Radio anch’io”.
A mettere il freno allo Ius Soli, da un lato, “la destra che ha mobilitato la paura manipolandola e presentando questo provvedimento sacrosanto e saggio come una misura che puntasse ad attribuire la cittadinanza italiana a coloro che sbarcano quotidianamente sulle nostre coste, il che rappresenta un falso clamoroso”. Dall’altro, ha continuato Manconi, la responsabilità va “al Pd, perché quei 29 senatori assenti dicono che il Pd non ci credeva abbastanza”.
Un’autocritica che il senatore non fa a cuor leggero. “Lo dico con tranquillità e con dolore, visto che il Pd è il mio partito. La cittadinanza di cui parliamo riguarda i bambini che nascono in Italia da genitori stranieri residenti regolarmente. Il compito della politica deve essere quello di spiegare, motivare. Ben sei ministri dell’Interno hanno sottoscritto un documento in cui si dice che la riforma della cittadinanza è un contributo prezioso alla sicurezza collettiva. L’epilogo di questa vicenda oscilla tra il grottesco e l’indegno”.
Ma dentro il Pd qualcosa si muove. Il senatore Roberto Cociancich, responsabile nazionale del dipartimento Cooperazione Internazionale del Pd, lancia l’appello ai cittadini – e al Quirinale – su Huffington Post: “Dovremmo tutti unire la nostra voce per chiedere al presidente della Repubblica di posticipare di qualche giorno lo scioglimento delle Camere e di consentire al Senato di discutere lo Ius Soli”. Sulla stessa linea Gianni Cuperlo, che ricorda come “un’immagine da cancellare” la seduta del 23 dicembre a Palazzo Madama, tra “gli scranni vuoti al Senato nell’ultimo giorno utile, la fuga dei senatori 5 Stelle, il brindisi leghista e il dispiacere profondo per quelle assenze di parlamentari del Pd”.
Lo stesso Manconi, in una nota, si è già rivolto al capo dello Stato Sergio Mattarella: “”Ma chi l’ha detto, che si debba votare il 4 marzo? E chi ha stabilito che le Camere si sciolgano tra 24 o, al più, 48 ore? Il solo ed esclusivo titolare del potere di sciogliere le Camere, ovvero il presidente Sergio Mattarella, non si è ancora pronunciato (…). È a lui che mi rivolgo: il tempo c’è. Basta volerlo”. Per il senatore Pd basterebbe “prolungare la legislatura di due settimane per consentire al Parlamento di discutere e approvare la legge sullo Ius Soli”.
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