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Tribunale - Madre e figlio confessano e dicono: "Siamo senza lavoro" - Confermati dal gip gli arresti domiciliari

“Razziavamo i vasi di rame dai cimiteri per fame”

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

 

L'avvocato Marco Valerio Mazzatosta

L’avvocato Marco Valerio Mazzatosta

Viterbo – (sil.co.) – “Razziavamo i vasi di rame dai cimiteri per fame”. Madre e figlio hanno ammesso le proprie responsabilità davanti al gip Rita Cialoni, che ieri, dopo l’interrogatorio di garanzia, ha confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Ma nel confessare i furti si sono giustificati raccontando al giudice perché si sarebbero ridotti a depredare le tombe dei cimiteri di Vitorchiano, Bagnaia e Montefiascone, asportando qualcosa come 227 vasi di rame per i fiori ai cari estinti. 

Protagonisti della vicenda una madre sessantenne e il figlio di 33 anni, residenti a Viterbo, entrambi pregiudicati, finiti agli arresti domiciliari alla vigilia di capodanno, dopo essere stati già denunciati a piede libero per furto alla vigilia dell’Immacolata. 

Ieri mattina in tribunale l’interrogatorio di garanzia della coppia che, difesa dall’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, avrebbe risposto a tutte le domande, spiegando di vivere una difficile situazione familiare.

“Sono entrambi senza lavoro – ha spiegato il legale – e il figlio ha già una bambina di quattro anni e un’altra in arrivo”.

Quei vasetti, che avrebbero fruttato loro soltanto pochi euro, sarebbero serviti per comprare da mangiare.

“Non hanno nemmeno i soldi per fare la spesa – ha proseguito Mazzatosta – è l’ennesimo dramma sociale di una famiglia costretta a vivere nella precarietà, che non riesce più nemmeno a soddisfare i propri bisogni alimentari”. 

Le indagini sono cominciate a ottobre, quando una donna, non trovando più al proprio posto i suoi vasi di rame nel cimitero di Vitorchiano, si è recata in caserma a sporgere denuncia per furto.

In breve i carabinieri della stazione di Vitorchiano, coadiuvati dalla polizia locale dai colleghi di Bagnaia, sono risaliti ai due arrestati, traditi dai filmati del sistema di videosorveglianza del Comune.

Dopo il decreto di perquisizione della magistratura, i carabinieri si sono recati in casa della coppia, nel capoluogo, dove hanno trovato e sequestrato 227 vasetti in rame, di diverse forme e dimensioni e del peso complessivo di oltre un quintale.

Solo al cimitero di Vitorchiano, madre e figlio avrebbero razziato 50 vasi di rame. Il resto a Bagnaia e anche al cimitero di Montefiascone. 

 


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4 gennaio, 2018

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