Viterbo – Roberto Grazini, titolare della Grazini Traslochi, non ha dubbi. Con l’incendio a Santa Barbara “volevano colpire me e la mia impresa”. E lo hanno fatto. Nella notte tra domenica e lunedì, dando fuoco a uno dei suoi camion nel parcheggio di piazzale Porsenna, a nemmeno duecento metri dalla sede della ditta. L’Iveco è stato divorato dalle fiamme e della cabina di guida, come di parte del vano di carico, non resta che la carrozzeria annerita. L’interno è andato completamente distrutto. Bruciato il volante, il cambio e il freno a mano. Bruciati i sedili, di cui non rimangono che le molle in ferro. E anche il cofano e il motore sono andati in fumo.
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Tutto distrutto, come è andato distrutto il furgone di un proprietario di un negozio cinese. Divorato dal fuoco anche questo, era parcheggiato a pochi metri dal camion. Un centinaio, ma forse anche meno. Comunque quanti bastano per escludere il ‘contagio’ delle fiamme. Come l’accidentalità, perché i due incendi sono divampati in contemporanea. Ma Roberto Grazini pare sicuro. “Dovevo essere io l’unica vittima, l’obiettivo era solo la mia ditta. Vicino all’Iveco andato a fuoco c’erano altri miei tre camion, che abbiamo trovato cosparsi di benzina. Chi ha appiccato l’incendio voleva bruciare anche quelli, ma non ha fatto in tempo. Forse perché disturbato o perché ha avuto un incidente con le fiamme, si è spaventato ed è scappato prima di finire il lavoro. Nella fuga si è lasciato dietro una piccola striscia di benzina che ha preso fuoco, e a terra si è dimenticato anche una bottiglia di plastica con del liquido infiammabile all’interno. L’hanno sequestrata i carabinieri, che ora stanno verificando se ci siano delle impronte sopra”.
Grazini, allertato in piena notte, si è precipitato in piazzale Porsenna. “Quando sono arrivato – racconta – i vigili del fuoco stavano domando l’incendio, e anche i carabinieri erano già al lavoro. Con le torce in mano, stavano facendo i rilievi e andavano alla ricerca di tracce utili alle indagini. L’evento non è stato una minaccia della criminalità organizzata. Lo escludo, anche perché non ho mai avuto problemi né avvertimenti. Penso più alla mano di qualche concorrente… Non a caso è stata incendiata la cabina di guida. Si è bruciato il motore e il camion è stato distrutto. Un danno da 18, 20mila euro”.
È l’1 di notte o qualche minuto dopo quando “tre forti esplosioni simili a quelle provocate da dei potenti fuochi d’artificio” svegliano chi vive nella zona. I vetri dei due autocarri vanno in frantumi, per colpa del fuoco e del calore. Le fiamme illuminano piazzale Porsenna a giorno, e una densa nuvola di fumo si alza in aria. La chiamata ai vigili del fuoco è immediata, e i pompieri entrano subito in azione con un’aps (un’auto pompa serbatoio) e un’autobotte. Per domare le fiamme impiegano un’ora e mezza. “Che paura”, commenta poi una residente.
Dopo aver sentito risuonare le sirene dei mezzi di soccorso, in tanti si sono affacciati alle finestre dei propri appartamenti ma nessuno avrebbe visto chi ha appiccato il fuoco. Testimoni oculari non ce ne sarebbero, come non ci sarebbero telecamere nella zona dell’incendio. Ma i carabinieri, a cui le indagini sono state affidate, starebbero acquisendo i video registrati dai sistemi di sorveglianza delle stazioni di servizio della provincia. Chi ha appiccato le fiamme potrebbe aver comprato prima della benzina, ed essere stato quindi immortalato in quei filmati. I militari non escludo nulla, se non l’incendio accidentale. Sentiti i proprietari degli autocarri, a breve dovrebbero inviare l’informativa di reato in procura e il pubblico ministero molto probabilmente aprirà un fascicolo contro ignoti per incendio doloso.
Raffaele Strocchia
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