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Viterbo – (r.s.) – Potrebbero esserci le impronte di chi ha appiccato il fuoco su quella bottiglia che i carabinieri hanno trovato in piazzale Porsenna, a Santa Barbara, dove nella notte tra domenica e lunedì sono stati incendiati due autocarri. Un camion della Grazini Traslochi e il furgone di un imprenditore cinese, andati distrutti dopo essere stati divorati dalle fiamme. Quella bottiglia i militari l’hanno sequestrata, e a brave la analizzeranno alla ricerca di impronte e tracce di dna. Come a breve inizieranno ad acquisire i video registrati dalle telecamere di sorveglianza delle stazioni di servizio della provincia. Chi ha appiccato il fuoco potrebbe aver comprato prima della benzina, e quindi esser stato immortalato in quei filmati.
Multimedia: video: Autocarri incendiati, i vigili del fuoco in azione – Autocarri in fiamme – fotocronaca: Esplosione a Santa Barbara, gli autocarri incendiati – Esplosioni nella notte
Intanto i carabinieri hanno inviato l’informativa di reato in procura, e i magistrati dovrebbe presto aprire un’inchiesta contro ignoti per incendio doloso. Gli autocarri erano infatti parcheggiati ad alcuni metri di distanza. Un centinaio, ma forse anche meno. Comunque quanti bastano per escludere il ‘contagio’ delle fiamme. Come l’accidentalità, perché i due incendi sono divampati in contemporanea. Nell’informativa ci sono anche le dichiarazioni dei proprietari dei mezzi. Come la testimonianza di Roberto Grazini, titolare della Grazini Traslochi, che a Tusciaweb ha detto: “L’unica vittima dell’incendio dovevo essere io, l’obiettivo era solo la mia ditta. Vicino all’Iveco andato a fuoco c’erano altri miei tre camion, che abbiamo trovato cosparsi di benzina. Chi ha appiccato le fiamme voleva bruciare anche quelli, ma non ha fatto in tempo. Forse perché disturbato o perché ha avuto un incidente con il fuoco, si è spaventato ed è scappato prima di finire il lavoro. Nella fuga si è lasciato dietro una piccola striscia di benzina che si è incendiata, e a terra ha dimenticato anche una bottiglia di plastica con del liquido infiammabile all’interno. L’hanno sequestrata i carabinieri, che ora stanno verificando se ci siano delle impronte sopra”.
È l’1 di notte o qualche minuto dopo quando “tre forti esplosioni simili a quelle provocate da dei potenti fuochi d’artificio” svegliano chi vive nella zona. I vetri dei due autocarri vanno in frantumi, per colpa del fuoco e del calore. Le fiamme illuminano piazzale Porsenna a giorno, e una densa nuvola di fumo si alza in aria. La chiamata ai vigili del fuoco è immediata, e i pompieri entrano subito in azione con un’aps (un’auto pompa serbatoio) e un’autobotte. Per spegnere l’incendio impiegano un’ora e mezza.
L’Iveco è stato divorato dalle fiamme e della cabina di guida, come di parte del vano di carico, non resta che la carrozzeria annerita. L’interno è andato completamente distrutto. Bruciato il volante, il cambio e il freno a mano. Bruciati i sedili, di cui non rimangono che le molle in ferro. E anche il cofano e il motore sono andati in fumo. Tutto distrutto, come è andato distrutto il furgone del proprietario di un negozio cinese.
Dopo aver sentito risuonare le sirene dei mezzi di soccorso, in tanti si sono affacciati alle finestre dei propri appartamenti ma nessuno avrebbe visto chi ha appiccato il fuoco. Testimoni oculari non ce ne sarebbero, come non ci sarebbero telecamere nella zona dell’incendio. Roberto Grazini, allertato in piena notte, si è precipitato in piazzale Porsenna, a nemmeno duecento metri dalla sede della sua ditta. “Quando sono arrivato – ha raccontato a Tusciaweb – i vigili del fuoco stavano domando l’incendio, e anche i carabinieri erano già al lavoro. Con le torce in mano, stavano facendo i rilievi e andavano alla ricerca di tracce utili alle indagini. L’evento non è stato una minaccia della criminalità organizzata. Lo escludo, anche perché non ho mai avuto problemi né avvertimenti. Penso più alla mano di qualche concorrente… Non a caso è stata incendiata la cabina di guida. Si è bruciato il motore e il camion è stato distrutto. Un danno da 18, 20mila euro”.
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