Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Chi oggi verso l’ora di pranzo si trovava a passare nei pressi delle aule Gup del Tribunale di Roma situate nell’edificio A del complesso giudiziario avrà sicuramente assistito ad una scena surreale dove un detenuto tentava di divincolarsi dalla scorta volendo guadagnare la libertà.
Infatti, l’utente di origine italiana, forte della sua prestanza fisica, non si è fatto alcun tipo di problema ad opporre resistenza alla scorta composta da un agente uomo e da un’agente donna tentando la fuga, in un percorso che è pubblico, ovvero non riservato alle scorte.
Solo i nervi saldi e la prontezza degli agenti hanno impedito l’ennesima evasione. Infatti reagendo in maniera ferma alla condotta del detenuto sono riusciti a bloccarlo mentre percorrevano le scale che avrebbero portato al parcheggio dove sono situate le camere di sicurezza.
Fortunatamente i rinforzi sono arrivati con immediatezza dando così modo alla scorta di perfezionare le procedure di contenimento e ricondurre il soggetto al nucleo di vigilanza interna del tribunale.
Questo il commento del responsabile nazionale Uspp per gli Nn.Tt.Pp. Umberto Di Stefano “Non posso che esprimere vivo compiacimento per la professionalità posta in essere dai due agenti per i quali auspico che la direzione della C.C. Rebibbia N.C. attivi l’iter previsto per le procedure di riconoscimento delle ricompense previste per il corpo di polizia penitenziaria.
Tuttavia i problemi rimangono visto che un evento analogo è scaturito nel dicembre scorso sempre al tribunale di Roma dove, pure in quel caso, la scorta impedì l’evasione del soggetto. Purtroppo la particolare ubicazione di alcune aule di giustizia imporrebbe che l’accompagnamento avvenisse con scorta adeguata, di fatto ciò è quasi impossibile a causa della carenza di unità di polizia penitenziaria che per il nucleo di Rebibbia in venti anni ha visto un assottigliamento delle risorse portando la forza operante da 241 a 124 unità senza possibilità di poter rimpiazzare chi nel tempo è andato in pensione oppure è stato trasferito.
Di recente unitamente al delegato regionale Uspp Daniele Nicastrini, ho incontrato il provveditore regionale di Lazio, Abruzzo e Molise al quale è stata denunciata la gravissima situazione del nucleo di Rebibbia, tra l’altro privo da quasi un anno di un funzionario di polizia penitenziaria, che allo stato non è assolutamente in grado di far fronte a tutti iservizi richiesti, pregando il Provveditore di trovare in tempi brevi delle idonee soluzioni.
Ad oggi il personale del nucleo di Rebibbia, grazie alla cecità dell’amministrazione penitenziaria, risulta essere oberato di lavoro con turni giornalieri che in media raggiungono le 10 ore lavorative in palese contrasto con quanto previsto dall’accordo nazionale quadro.
Si deve comprendere che oltre che peculiare e delicata, l’attività di traduzione e di piantonamento è un compito istituzionale primario della polizia penitenziaria ed in quanto tale è un’attività molto spesso indifferibile ed insopprimibile e per tanto va assicurata con organici e mezzi adeguati”.
La speranza è che dopo questo evento critico che tra l’altro ha determinato lesioni a carico dei due agenti, l’amministrazione comprenda quanto sia necessario mettere mano al nucleo di Rebibbia, un nucleo che si ricorda garantisce le traduzioni di 4 istituti penitenziari, di 2 Rems e di tutte le attività di estradizione che dall’estero arrivano all’aeroporto di Fiumicino.
Coordinamento Ntp – Uspp
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