Viterbo – L’associazione culturale Take off, che da circa 15 anni è impegnata in manifestazioni culturali su tutto il territorio viterbese, in occasione del centenario della Prima guerra mondiale, sta mettendo a punto, in collaborazione con la Croce rossa italiana sezione di Civitella d’Agliano, con il patrocinio del comune di Viterbo, del Sodalizio Facchini di Santa Rosa, del laboratorio ottico Fratelli Sorrini di Viterbo e di altri soggetti che aderiranno, un’iniziativa denominata “Che vi sia di conforto” in memoria di tutti i caduti viterbesi della Grande Guerra 1915-1918.
Il titolo “Che vi sia di conforto” deriva da una significativa frase scritta sul retro di una foto-cartolina raffigurante un gruppo di otto militari, sette dei quali della provincia di Viterbo, catturati dagli austriaci sull’altopiano di Asiago all’inizio del conflitto mondiale, e inviata ai familiari a mo’ di conforto.
Su questa cartolina, inviata dal viterbese Dante Senia alla madre Maddalena, riprodotta nella rivista “Tuscia” n. 35 del dicembre 1984, scriveva lo storico viterbese Bruno Barbini: “La fotografia è contrassegnata sul retro dai timbri della censura e della Croce rossa internazionale recante la dicitura corrispondenza dei prigionieri di guerra. Sotto l’elenco dei nomi dei militari facenti parte del gruppo una sola, ma significativa frase, che l’inchiostro sbiadito dal tempo rende a malapena leggibile: Vi sia di conforto”.
Una prigionia lunga, quella di questi soldati, che “soprattutto negli ultimi anni di guerra, acquisterà caratteri di particolare durezza, per la penuria di viveri che, rendendo sempre più difficile la vita delle popolazioni degli Imperi Centrali, graverà maggiormente sui prigionieri”.
Molti giovani viterbesi inviati al fronte, però, furono meno fortunati e morirono a seguito dei combattimenti della Prima guerra mondiale. Alcuni dispersi sulle montagne e altri annegati in mare.
Sull’Albo d’oro della Grande guerra di Viterbo e frazioni, non esaustivo, pubblicato nel 1993 in occasione del 75esimo anniversario dal comune di Viterbo, ministero per i Beni culturali e ambientali, Archivio di stato di Viterbo e Istituto per la storia del Risorgimento italiano – comitato di Viterbo si contano oltre 650 ragazzi viterbesi morti e numerosissimi invalidi. La maggior parte contadini, quasi ventenni, tolti alle famiglie, e inviati a combattere per la patria.
Scorrendo il lungo elenco e leggendo i loro cognomi si intuisce da subito la chiara provenienza dalla nostra città e provincia. Tra gli altri: Achilli, Agnesotti, Agostini, Aquilani, Baggiani, Balletti, Barbini, Bastianini, Belli, Bentivoglio, Bernabucci, Bernini, Bianchi, Biscetti, Bonucci, Bruni, Buratti, Burla, Calisti, Canevari, Cappelli, Celestini, Cepparotti, Ciorba, Corinti, Delle Monache, Duri, Falcioni, Fanelli, Faperdue, Feliziani, Fiorucci, Fortini, Franceschini, Frezza, Galeotti, Gasbarri, Giannotti, Giansanti, Giustini, Grani, Grazini, Ioppi, Lazzari, Lucaccioni, Lupi, Lupino, Maggini, Mancinelli, Marsili, Masini, Massera, Matteucci, Mattioli, Mecarini, Merlani, Milioni, Minelli, Miralli, Monarchi, Moneti, Morelli, Morucci, Nardini, Natale, Natali, Onofri, Paccosi, Pacifici, Pallucca, Pannucci, Pascucci, Pasquini, Petroselli, Pianura, Piergentili, Pizzichetti, Poleggi, Pompei, Proietti, Quatrini, Ragonesi, Ranocchiari, Ranucci, Ribeca, Ricci, Rossi, Sabatini, Sacripanti, Salcini, Schenardi, Segatori, Selvaggini, Serafini, Signorelli, Stefanoni, Stella, Storcè, Stramaccioni, Tamantini, Taruffi, Terzoli, Tomarelli, Torelli, Turchetti, Ubertini, Urbani, Vestri, Volpini, Zanobi e Zena.
L’iniziativa dell’associazione culturale Take off intitolata “Che vi sia di conforto”, è programmata per i prossimi mesi di febbraio e di aprile (da sabato 21 a martedì 24), ha lo scopo di rinnovare onore e merito a tutti i nostri valorosi concittadini, sia noti che ignoti, alcuni dei quali dimenticati e esclusi anche dagli elenchi ufficiali dei ricordi.
Nel frattempo l’associazione sta raccogliendo materiale documentario, fotografico e notizie inedite legati alla presenza dei soldati viterbesi durante la Grande guerra. Chiunque volesse inviare materiale documentario può utilizzare la mail silviocappelli1@gmail.com.
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