![]() Viterbo – Bombardamenti 17 gennaio 1944, la cerimonia commemorativa ![]() Viterbo – Bombardamenti 17 gennaio 1944, la cerimonia commemorativa ![]() Viterbo – Bombardamenti 17 gennaio 1944, la cerimonia commemorativa ![]() Viterbo – Bombardamenti 17 gennaio 1944, la cerimonia commemorativa ![]() Viterbo – Bombardamenti 17 gennaio 1944, la cerimonia commemorativa ![]() Viterbo – Bombardamenti 17 gennaio 1944, la cerimonia commemorativa ![]() Viterbo – Bombardamenti 17 gennaio 1944, la cerimonia commemorativa |
Viterbo – (g.f.) – “Più di mille morti, centinaia di famiglie distrutte dal dolore e dalla sofferenza”.
17 gennaio 1944. Sono passati 74 anni dai bombardamenti su Viterbo e oggi il vescovo Lino Fumagalli ha ricordato le vittime che in quell’anno persero la vita.
A san Francesco la messa e poi la deposizione delle corone. “Buona parte della città – continua Fumagalli – compresa questa basilica fu distrutta”. È passato molto tempo, ma non bisogna dimenticare.
“Il prossimo anno, nel 75esimo anniversario, mi piacerebbe organizzare una mostra in questa chiesa, insieme alla scuole. Materiale non manca. Per ribadire, mai più la guerra. Che è distruzione e dolore per tutti. Tutti ne escono pesantemente sconfitti. Dobbiamo essere costruttori di pace”. Compito non semplice.
“Papa Francesco durante il viaggio verso il Cile – spiega Fumagalli – ha esternato la sua sofferenza per il rischio non ipotetico di un conflitto atomico. Non possiamo sottovalutare i rischi e non chiederci, ricordando eventi così dolorosi, cosa possiamo fare per evitare che si ripetano simili situazioni”.
Pace non è solo assenza di guerra. “Nel mondo ci sono più di 200 conflitti. La pace è armonia. Mai come oggi constatiamo di non essere in armonia con noi stessi. Dobbiamo ritornare in pace con noi stessi per essere in armonia con gli altri”.
Un’esortazione tutt’altro che lontana dalla realtà. “Assistiamo a episodi di bullismo, bambini di dieci anni che picchiano e feriscono gratuitamente loro coetanei, senza motivo. Non ce la prendiamo solo con la famiglia. Responsabile è un’intera società che non riesce a vivere serenamente gli uni con gli altri”.
In prima fila, il sindaco Michelini, il presidente del consiglio Marco Ciorba e il presidente della provincia Nocchi, ma ci sono anche rappresentanti delle autorità militari, carabinieri.
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