Sabaudia – Novanta giorni. È il tempo che il medico legale Tommaso Cipriani si è preso per depositare i risultati degli accertamenti eseguiti ieri sui resti del corpo riemerso nei giorni scorsi a Sabaudia. Solo allora si potrà stabilire con certezza se si tratta effettivamente di Virginio Nottola, scomparso il 28 ottobre a Tarquinia. Ma tutti gli indizi emersi finora fanno pensare agli inquirenti che si tratti proprio di lui. Lo scheletro, infatti, è stato ritrovato con indosso una muta e un salvagente blu, proprio quelli che avrebbe indossato Nottola il giorno in cui è scomparso.
Il 28 ottobre Virginio Nottola, 50enne romano ma con una casa a Tarquinia lido, si era messo in mare con la sua barca a vela Flying junior 4.20 ma non è mai tornato a riva. Scomparso nel nulla.
Le ricerche si erano protratte per giorni, sia in mare che sulla costa, di giorno e di notte, ma di Virginio Nottola nessuna traccia. Erano stati ritrovati soltanto la barca a vela capovolta – notata da un gommone nel primo pomeriggio di quello stesso giorno – e la sacca con dentro il suo telefono, le chiavi, il portafoglio e gli occhiali da vista.
Vigili del fuoco, capitaneria di porto e polizia avevano esteso il loro raggio di azione fino a Ladispoli, ma le ricerche non avevano portato a nulla. Oltre a un disperato appello girato per giorni sui social, il caso era finito anche sulla trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto?”, ma senza nessun risultato. Fino a giovedì 18 gennaio, quando sul litorale di Sabaudia è stato ritrovato uno scheletro con indosso una muta e un salvagente blu.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Latina e la capitaneria di porto.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY