Montefiascone – 19 anni e 6 mesi. È l’età media della rosa del Montefiascone, che ne fa probabilmente la squadra più giovane dell’intero campionato di Promozione.
Un valore, questo, che solitamente comporta anche uno scotto da pagare in termini di inesperienza. Tuttavia, se i ragazzi hanno qualità e se si è bravi a far quadrare il cerchio in fretta, le soddisfazioni che possono arrivare sono enormi. È questo il concetto di massima che esprime il presidente del Montefiascone, Lorenzo Minciotti, mentre vede la sua squadra rimontare in classifica fino ad annusare la zona playoff.
Il Montefiascone è in serie positiva da sei turni e in classifica si è portato a -7 dal terzo posto, che significherebbe qualificarsi ai playoff. Si può pensare a quest’obiettivo?
“Perché no? Noi vogliamo arrivare il più avanti possibile e a febbraio avremo una serie di partite decisive, tramite cui capiremo se potremo correre davvero per i playoff. Infatti incontreremo in successione Ottavia, Compagnia Portuale e Ronciglione, cioè le prime tre della classe. Nell’andata con queste squadre abbiamo fatto molto bene, quindi c’è da essere fiduciosi, anche se non basterà fare risultato contro di loro per recuperare 7 punti”.
Avete una squadra giovanissima, da cui ci si può aspettare di tutto. In una situazione come la vostra, è un vantaggio o uno svantaggio?
“Noi giochiamo bene a calcio, ce lo riconoscono anche gli avversari, e abbiamo già dimostrato di non temere le trasferte su nessun campo. Paradossalmente, facciamo più fatica con le squadre di bassa classifica che con le prime della classe. Sicuramente paghiamo un po’ d’inesperienza, che già in più di un’occasione ci è costata dei punti buttati. Però un altro punto a nostro favore potrebbe essere il fatto che non abbiamo niente da perdere”.
Perché?
“Perché a inizio stagione non avevamo posto i playoff come obiettivo. Siamo partiti per valorizzare i nostri giovani, a cui abbiamo integrato un ragazzo senegalese (Cissè) e un brasiliano (Zanini). Tanto per fare un esempio, domenica, contro l’Aranova, hanno esordito quattro elementi provenienti dal settore giovanile e abbiamo finito la partita con mezza squadra che aveva meno di vent’anni”.
Col senno di poi, potrebbe risultare decisiva la sconfitta a tavolino a Civitavecchia, contro la Compagnia Portuale. E la beffa è che lì l’errore non è imputabile ai giocatori inesperti…
“È vero. In quell’occasione avevamo fatto una partita fantastica, sul campo avevamo vinto 3-1. Tuttavia la panchina ha commesso un errore nell’effettuare un cambio, la Compagnia Portuale ha sporto reclamo e il giudice sportivo ci ha inflitto la sconfitta a tavolino. Senza quella disattenzione, adesso saremmo a un punto dai playoff e sarebbe tutta un’altra storia”.
A suo giudizio, quali sono state la sorpresa e la delusione di questo campionato finora?
“Domanda difficile, tendenzialmente cerco di non guardare in casa altrui. Comunque credo che il Montefiascone possa essere annoverato tra le sorprese positive, perché una squadra così giovane che gioca così bene non si vede tutti i giorni. Come delusione preferisco rimanere a parlare di noi e dico che sono rimasto molto amareggiato dalla scelta di alcuni ragazzi cresciuti qui, che hanno preferito scendere di categoria invece di rimanere a Montefiascone e mettersi alla prova”.
Il settore giovanile ricorre spesso nei suoi discorsi.
“Sì, è il mio più grande orgoglio, nonché il fiore all’occhiello della società. Attualmente abbiamo oltre dieci squadre giovanili, nonché una di calcio a 5 femminile. Tutte le squadre militano in campionati regionali o élite e hanno allenatori di prim’ordine. Ci sono tanti ragazzi bravi, alcuni dei quali sono seguiti da società blasonate, in primis l’Empoli, con cui collaboriamo da ormai dieci anni. Abbiamo sempre investito tanto sui giovani, perché in questo momento di grandi difficoltà economiche, se non avessimo avuto dei ragazzi nostri su cui contare, non so dove saremmo potuti finire”.
Alessandro Castellani
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