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Montefiascone - Gli amici ricordano Alessio Moisè, il 27enne trovato morto in casa

“Alzeremo gli occhi al cielo e vedremo il tuo sorriso…”

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Alessio Moisè

Alessio Moisè

Alessio Moisè

Alessio Moisè

Montefiascone – Era un “gigante buono” Alessio Moisè. Sfiorava i due metri d’altezza, e con la sua stazza, grazie alla quale “quando ci incontravamo riuscivi ad alzarmi come un peluche”, rimarrà per sempre nel ricordo degli amici e dei tanti che gli hanno voluto bene. Come nella mente di chi lo ha conosciuto resteranno impressi i suoi occhi, quegli occhi color nocciola che riuscivano a penetrare l’anima, e il suo sorriso, che nemmeno la folta barba riusciva a nascondere. Un sorriso potente, solare e di una bellezza senza eguali.

Da Montefiascone a Viterbo e da Viterbo a Vetralla, Alessio lo conoscevano tutti. Ed era impossibile altrimenti. Lui che amava raccontare e raccontarsi. Lui che entrava subito in sintonia con chiunque si imbattesse nel suo cammino. Appassionato di tatuaggi, poteva passava ore a spiegare il significato di quei disegni che si era fatto imprimere sulla pelle.

A Montefiascone era nato il 24 novembre di 27 anni fa, e lì viveva. A Vetralla aveva invece trovato una seconda casa, dopo essere entrato nel gruppo folcloristico degli sbandieratori della città ed essere stato animatore della festa Fiori alla finestra e cene in cantina. Non di rado, “con la battuta sempre pronta e il sorriso in faccia”, passava le serate per le via del centro di Vetralla in compagnia degli amici. Quegli amici che oggi sono dilaniati dal dolore e ancora increduli difronte a una morte tanto prematura quanto tragica.

“Non ci posso ancora credere che te ne sei andato – scrive Gaia -. Tu che nei miei momenti del cazzo mi dicevi sempre di guardare la vita con il sorriso e la speranza, di viverla appieno e che c’eri tu vicino a me per farmi passare tutto. Le nostre nottate passate al telefono a parlare mi mancheranno. Come le tue sbroccate quando stavo male, per farmi rialzare. Mi mancherai in ogni singola cosa, ma sarai sempre vicino a me. Non abbandonarmi mai tesoro. Sono sicura che quando alzerò gli occhi al cielo, vedrò che mi sorridi. Mi dirai: ‘Sei una fuori di testa’, come mi ripetevi sempre. Amico mio, arrivederci. Ti voglio bene, ora e per sempre. Non ti dimenticherò mai”.

“Far arrabbiare Alessio era difficile”, ricorda Martina. “Era un gigante che metteva paura a tutti, ma era la persona più buona e calma al mondo – spiega Carlos -. Rideva sempre, e faceva sempre finta che nulla gli facesse male. Voglio ricordarlo con quel sorriso che aveva. Grazie amico mio, ti porterò sempre nel cuore. Riposa in pace con gli altri angioletti giganti buoni come te”.

Alessio è stato trovato cadavere alle 8 di ieri nell’abitazione dei nonni, in via VIII marzo a Montefiascone. Si è legato una fune al collo e si è lasciato andare. Quando papà Filippo, 56 anni, ha visto il suo corpo pendere dal soffitto, ha chiesto subito aiuto. E in una manciata di secondi quella strada in località Le Mosse si è riempita di auto dei carabinieri e mezzi di soccorso. Ma i militari del Norm come i sanitari del 118 non hanno potuto far nulla per salvargli la vita, e il dottor Roberto Catasca ha dichiarato la morte di Alessio. Nessun biglietto sarebbe stato lasciato per spiegare il gesto, e sul cadavere è stata eseguita un’ispezione esterna. Ieri, al cimitero di Montefiascone. La salma è poi stata restituita ai familiari per i funerali.


– Giovane trovato impiccato in una casa disabitata


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2 febbraio, 2018

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