(g.f.)- Una fondazione per Santa Rosa sarebbe il mezzo migliore per far rimanere il più vicino possibile ai viterbesi una tradizione che altrimenti, nei suoi aspetti pratici (vedi l’appalto per costruire la Macchina), rischia d’allontanarsi.
La pensa così il sindaco Giulio Marini, rispondendo alle osservazioni del presidente onorario del Sodalizio dei Facchini Nello Celestini, che reputa sbagliato far costruire lontano un’opera legata a certi valori che a centinaia di chilometri di distanza non si possono cogliere. Condensando tutto in uno slogan, per Celestini sarebbe: la Macchina di Santa Rosa ai viterbesi. Non solo il tre settembre, ma anche in fase di realizzazione.
“Ecco – spiega Marini – perché vedo di buon grado una fondazione, sarebbe il passaggio più popolare possibile. Terrebbe fuori alcuni tecnicismi che un’amministrazione pubblica deve considerare. Sarebbe un soggetto esterno che ha una valenza pubblica forte, con una forte presenza del Comune, ma anche di banche, del Sodalizio e di altri enti come Provincia, Regione e anche privati”.
Fiore del Cielo è stata costruita a Udine. Un errore per Celestini. Bisogna tornare dentro i nostri confini. “In parte è giusto – continua il sindaco – ma solo in parte, perché quando si parla d’appalti, esistono regole che vanno rispettate.
Non si può stabilire dove debba essere realizzata. Anche la divisione tra concorso d’idee separato dalla fase della costruzione è stata fatta per allargare le possibilità. Come Comune dobbiamo puntare alla trasparenza amministrativa, seguire procedure precise e chi prende una decisione automaticamente se ne assume la responsabilità”.
Maurizio Federici (Pdl) ha proposto, dopo una scrematura iniziale da parte di una commissione, di lasciare ai viterbesi la risposta finale. “Non precludo questa possibilità – sostiene Marini – il concorso di idee si può rivedere, ma anche per questa scelta deve esserci chi poi se ne assume la responsabilità. Un gruppo di tecnici questa responsabilità se l’assume, per altri è impossibile”.
Un rappresentante del Sodalizio facchini in commissione? “Mi avrebbe fatto piacere – conclude Marini – ma ogni persona all’interno va giustificata.
E’ giusto cominciare a parlare della Macchina di Santa Rosa, per andare oltre il modello attuale, uno nuovo in cui il Comune è presente in modo importante, ma è tutta la città a dover essere presente.
Non solo la parte politica, ma anche quella popolare ed economica. La Macchina non è solo del sindaco, è di tutti e tutti dovrebbero partecipare in modo più concreto”.
La Fondazione potrebbe essere il mezzo adatto.
Giuseppe Ferlicca
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