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Viterbo - A piazza Unità d'Italia Alessandro Di Battista (M5s) apre la campagna elettorale - Non si ricandida e assicura: "Se vinciamo, non sarò ministro"

“Fioroni e Sposetti dopo avere conosciuto Renzi voteranno 5 Stelle”

di Giuseppe Ferlicca
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Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista

Roberta Lombardi e Alessandro Di Battista

Roberta Lombardi e Alessandro Di Battista

Viterbo - Alessandro Di Battista a piazza Unità d'Italia

Viterbo – Alessandro Di Battista a piazza Unità d’Italia

Roberta Lombardi

Roberta Lombardi

Viterbo - Alessandro Di Battista a piazza Unità d'Italia

Viterbo – Alessandro Di Battista a piazza Unità d’Italia

Elisa Galeani

Elisa Galeani

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista

Viterbo – Il camper di Alessandro Di Battista parcheggia a piazza Unità d’italia. Nell’unico spazio lasciato libero dalle persone venute ad ascoltare ieri sera, il deputato del Movimento 5 stelle, in campagna elettorale da non candidato. Parte da Viterbo il suo lungo tour.

Fotocronaca: Alessandro Di Battista in camper a Viterbo

Più che un palco, un palchetto, quello dove sale Di Battista. Ma si bada poco alla forma e molto alla sostanza. Alle parole. È sufficientemente alto per fare in modo che tutti lo vedano e lo sentano. E se l’allestimento scenico non sarà meritevole di candidatura agli Oscar, i pentastellati si superano con la postazione a destra del palchetto. Un terminal pos, dove è possibile fare donazioni, anche di un euro, utilizzando bancomat. C’è la fila, pure Massimiliano Bernini, deputato uscente, aspetta il suo turno.

Appena uscito dal camper un veloce scambio di battute con i giornalisti, con un messaggio chiaro: “Se vinciamo non vedrete il mio nome sulla lista dei ministri”.

Di Battista raccoglie applausi, incassa consensi, strappa risate con battute inserite in modo sapiente nel bel mezzo di discorsi serissimi. Sa essere convincente. Un vero animale politico. Che però ha scelto di uscire dalla gabbia. Almeno quella del Parlamento, non ripresentandosi.

“Siete tantissimi – esordisce sul palco – in mezzo a voi ci saranno pure Sposetti e Fioroni, infiltrati. Dopo che hanno conosciuto Renzi, probabilmente voteranno Movimento 5 stelle. È così”.

Però il movimento ha qualcosa in comune con il Partito democratico. O meglio, qualcuno. “Ieri mattina il Corriere della sera titolava: nuovo scandalo dei 5 stelle, candidano un ex del Pd. Come se fosse la peggiore onta. Io pure una volta ho votato Partito democratico”.

Ma oggi è pentito. “Vi chiedo scusa. Milioni d’italiani che lo hanno votato sceglieranno M5s. Ma per i giornali è scandaloso questo, che un cittadino incensurato, che ha creduto in Renzi, abbia deciso di passare con noi.

Piuttosto di orde d’indagati, condannati, riciclati, persone elette in un partito che finiscono in un altro, amici di mafiosi e camorristi che stanno in tutte le liste d’Italia”.

Non un bel quadro. Di Battista non ha avuto scelta: “L’unica alternativa – spiega l’esponente M5s – era salire sul camper e girare l’Italia, anche da non candidato. Non devo dimostrare niente a nessuno, in questi cinque anni ho dato l’anima e lo sapete. Se in centinaia state qui in piazza, evidentemente vi fidate di quello che dico. Mi sono comportato bene”. Non chiedete al parlamentare come sono le sue leggi…

Di Battista è carico e carica i presenti, ma il microfono lo fa dannare. “Non si sente? Rifiutare 42 milioni di euro in rimborsi elettorali comporta questo…”. Si va al risparmio.

Racconta d’avere girato l’Italia in largo e lungo. Ricorda le critiche, soprattutto all’inizio. “Ogni volta che prendevo la parola in parlamento – spiega Di Battista – arrivavano fischi da ogni parte, critiche di ogni tipo.

Qualunque cosa dica il Movimento 5 stelle, è vivisezionato. In questo paese di merda, perché ce l’hanno fatto diventare, pare più grave un congiuntivo sbagliato che votare leggi incostituzionali”.

Applausi. Ma l’audio difetta. “Dovete alzare il volume di questo microfono, si deve alzare”. La sua voce si deve sentire bene, perché dopo Renzi, passa a “cucinare” Berlusconi. “L’altro giorno stava da Barbara D’Urso e ha detto che detesta la politica. Benissimo.

È stato cinque volte deputato, una volta senatore e poi è stato cacciato a calci nel culo perché condannato. Quattro volte presidente del consiglio, una volta presidente del consiglio europeo, una volta ministro degli affari esteri, una volta dell’economia e delle finanze, una volta dello sviluppo economico, una volta eurodeputato, un’altra consigliere comunale a Milano. Tutti questi incarichi e non ha mai realizzato quello che oggi dice di voler realizzare. È possibile farsi prendere ancora per i fondelli in questo modo?”.

Serve un test: “Lei a votato Berlusconi?”. Domanda a una signora, tra le più vicine. La risposta è sì: “Chieda scusa a tutti quanti, l’ha votato”. Ci scherza su, Di Battista. Ma siamo a Viterbo. “Dicono che sia una città di centrodestra – prosegue Di Battista – questo è il centrodestra. Salvini, uno che è entrato in politica nel 1993, un anno prima di Berlusconi. Io ero al liceo”.

Quando non è il microfono, c’è chi fa rumore. Sarà questione d’orientamento. “Per favore un po’ di silenzio qui a destra. Scusate, ma a volte l’autorità serve”. Risate e applauso. C’è sempre una cassa che non va. Di destra pure quella, probabilmente. “Per favore sistematela – invoca Di Battista – perché mi sto sgolando. Così a Laterina non ci arrivo. E io a Laterina, a casa di Maria Elena Boschi ci voglio arrivare. Anche se l’hanno candidata a Bolzano. Andrò pure lì.

Voglio andare sotto la sua casa e pacificamente dirle che è una persona non credibile”. Parlando della ministra, chissà com’è, gli viene in mente il tema banche.

“Il movimento 5 stelle vuole creare una banca pubblica d’investimento – anticipa Di Battista – c’è in Germania e non è populismo. Le banche devono fare le banche e lo stato deve avere una banca per favorire il progresso delle imprese. Ce ne sono tante bisognose di un piccolo credito, ma se non ti chiami De Benedetti, non ti danno mai i quattrini”.

Approfittando dell’audio perfetto, si lancia in un “complimento” a  Giorgio Napolitano: “Uno dei personaggi politicamente più squallidi nella storia della repubblica italiana”. L’ex presidente della repubblica cinque anni fa non diede l’incarico per formare il governo ai 5 stelle. “Eravamo inesperti, oggi abbiamo studiato. E poi, basta con questa storia degli inesperti. Ma ho io fatto una legge incostituzionale o ho massacrato i conti pubblici o impoverito il paese?”.

Sul palco, apre Elisa Galeani, candidata all’uninominale per la camera. Chiude Roberta Lombardi, in corsa per la presidenza della regione Lazio. “In questi anni ho conosciuto colleghi eccezionali – osserva Di Battista – però, trovare una persona preparata e con un’etica e un’onesta come Roberta è molto difficile. Io mi sentirei veramente tutelato con lei in regione”.

Intanto, sotto un gazebo, Gianluca De Dominicis e Massimo Erbetti parlano. Il consigliere uscente starà istruendo il candidato sindaco a Viterbo. Poco distante, Silvia Blasi, consigliera regionale

Dal palco, tanto per le politiche, quanto per le regionali, Di Battista lancia un avvertimento: “Sbaglia chi si astiene pensando di fare un torto al sistema. È l’esatto contrario. Chi non si reca alle urne vota coloro i quali lo spingono ad astenersi. Pare una contraddizione ma è così, perché i partiti hanno sempre pacchetti di voto. Il voto di scambio esiste ed esisterà pure a Viterbo. Per combatterlo, devono aumentare i votanti”.

È una speranza. Ma Di Battista ha pure un sogno: “Io sogno parlamentari, portavoce che fanno gli interessi degli italiani – conclude Di Battista – e un popolo non di sudditi, ma di controllori dei loro portavoce, perché spesso smettiamo di controllarli e vale anche per i 5 stelle”.

La parola passa Roberta Lombardi. Fa abbastanza freddo, ma la piazza è scaldata a sufficienza. C’è una diretta tv con La7 in serata e poi il camper può ripartire, il viaggio è appena iniziato.

Giuseppe Ferlicca


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2 febbraio, 2018

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