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Elezioni - Interviene Alessandro Mazzoli, candidato al senato per il Pd, dopo le sollecitazioni della segretaria Silvia Somigli (Uil)

“Sulla scuola occorre tornare a un confronto vero…”

di Alessandro Mazzoli - Candidato Pd al Senato
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Alessandro Mazzoli

Alessandro Mazzoli

 

Uil scuola - Silvia Somigli

Uil scuola – Silvia Somigli

Viterbo – Raccolgo molto volentieri la sollecitazione di Silvia Somigli, segretario generale della Uil Scuola, che questa mattina chiama i candidati a pronunciarsi sui temi della scuola.

Condivido innanzitutto l’importanza del tema perché lo considero decisivo se si vuole davvero realizzare un Paese più forte e più giusto.

Gli anni dal 2008 al 2011 sono stai quelli dei tagli più drastici al sistema formativo pubblico. 8 miliardi di euro in meno sottratti al sistema scolastico dal governo Berlusconi furono la scelta più sbagliata che si potesse fare, in generale e in quel momento storico.

All’inizio di questa legislatura, nel 2013, la priorità è stata innanzitutto quella di invertire la rotta e tornare a investire. Lo si è provato a fare con la Buona scuola e con interventi mirati nelle leggi di Stabilità. La Buona scuola è stata una legge molto discussa e combattuta perché il mondo della scuola non l’ha vissuta né percepita come momento di partecipazione, confronto e condivisione delle scelte.

Ciò è stato dovuto in buona parte agli errori del Governo che non hanno consentito di cogliere appieno l’occasione di un rilancio dell’intero sistema scolastico e formativo, aprendo un conflitto che doveva assolutamente essere evitato. Sono consapevole che questa frattura va ricomposta e superata se si vogliono chiamare le energie migliori dell’Italia a costruire il futuro.

Allo stesso tempo credo, però, che non si possano sottacere o nascondere i risultati positivi raggiunti in questi 5 anni. Penso all’investimento complessivo di 4 miliardi di euro e alla stabilizzazione di 132mila docenti.

Inoltre, tra i risultati positivi considero il rafforzamento dell’autonomia scolastica e gli investimenti sui docenti attraverso assunzioni, formazione, aggiornamento e valorizzazione.

È stata, poi, incrementata la dotazione economica delle scuole con stanziamenti aggiuntivi al fondo per il loro funzionamento e abbiamo cominciato a cancellare il fenomeno storico del precariato, determinato da anni di cattiva gestione.

Ogni scuola ha avuto in media 7 docenti in più per l’arricchimento dell’offerta formativa. Gli insegnanti hanno potuto beneficiare di risorse per la loro formazione in servizio, di una card di 500 euro annui per spese culturali e di aggiornamento nonché del bonus per il merito.

E con un investimento di 140 milioni di euro abbiamo reso l’alternanza scuola-lavoro parte integrante dei curricula per tutte le scuole secondarie di secondo grado.

L’Italia dispone di un patrimonio di 42 mila edifici scolastici, spesso vecchi e costruiti con criteri, materiali e tecnologie obsoleti, che da anni richiedeva un lavoro di messa in sicurezza e ammodernamento.

Per questo tipo di interventi è stato realizzato un investimento storico, se paragonato a quello fatto negli ultimi 20 anni. Dal 2014 ad oggi sono stati stanziati 9,5 miliardi per la ristrutturazione, l’adeguamento antisismico, la messa in sicurezza degli edifici e la costruzione di strutture innovative.

Guardando ai prossimi anni noi riteniamo giusto impegnarci su alcune priorità:
alleggerire i lacci della burocrazia per aiutare la scuola e i dirigenti scolastici a dedicarsi alla progettazione e gestione delle attività didattiche e formative;

garantire ai docenti possibilità di crescita professionale tramite la formazione e l’aggiornamento;
riconoscere la funzione specifica svolta dal personale Ata non solo nell’ambito del lavoro amministrativo, ma anche in quello di supporto alla didattica e relazione con gli studenti.

Intorno a questi obiettivi è opportuno creare, in occasione di questa campagna elettorale e nei prossimi mesi, un dibattito e un confronto veri al fine di ricostruire la centralità della scuola nella società italiana, soprattutto perché è anche nostra convinzione che l’educazione e l’istruzione siano le leve più importanti per superare le diseguaglianze sociali ed economiche che segnano pesantemente il nostro pese, non consentendogli di uscire definitivamente dalla crisi.

Alessandro Mazzoli
Candidato Pd al senato


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7 febbraio, 2018

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