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Lettere - Marta - Scrive Andrea Russo

“Ora che il porto c’è difendiamolo”

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Marta - Il porto sotto sequestro

Marta – Il porto sotto sequestro

Marta - Il porto

Marta – Il porto

Marta - Il porto sotto sequestro

Marta – Il porto sotto sequestro

Marta – Riceviamo e pubblichiamo –  E’ davvero tragicomica la vicenda che sta interessando il nostro Paese, tragica perché la visibilità e l’immagine di Marta ne esce sconfitta agli occhi di una intera regione, comica perché sequestrare un porto così come è stato fatto, impedendo anche ai pedoni di poterne usufruire è davvero, comico! Come se transitandovi sopra si potessero insabbiare le prove, o magari la struttura fosse in pericolo di cedimento e quindi pericolosa per gli utenti! Incredibile…

Moltissimi martani hanno approvato e gradito da subito il progetto e atteso con ansia la fine dei lavori; strutturalmente bello, ben pavimentato, con finiture e materiali di pregio, ne hanno fatto una realizzazione di primo ordine. Chi di noi martani o amanti di Marta non ne ha usufruito anche solo per una passeggiata pomeridiana, serale o mattutina che sia stata?

Badate bene con queste mie parole non sto qui a difendere chi è riuscito a realizzare, anzi a far realizzare quest’opera, perché non sono io che debbo farlo, non è di mia competenza l’aspetto giudiziario della vicenda, anche se per quel poco che ho capito…. ditemi voi se sarebbe stato più intelligente non sfruttarla a vantaggio del comune e della nostra comunità?

Vabbè ma qui il discorso si fa troppo grande, non solo per me. E quindi tornando a noi… io sto solo difendendo per quanto mi sia possibile fare, Marta, la comunità, il progetto finale, diventato a mio modesto parere una eccellenza per il nostro territorio… Sì un’eccellenza, che avremmo potuto e dovuto sfruttare adeguatamente per le nostre casse comunali, così come ha provato a fare l’amministrazione in carica in quel periodo, non per scopi personali bensì per scopi comunitari…
Tutte le altre storie, fatemelo dire, non mi riguardano, perché il progetto è stato realizzato da ingegneri provenienti da una tra le più quotate università italiane, professionisti che hanno la massima competenza nel settore.
La realizzazione allo stesso modo è stata effettuata da costruttori specializzati nel settore portuale e nella realizzazione di banchine, quindi perché perdere tempo con discorsi aleatori, che non ci portano da nessuna parte? Io voglio parlare di Marta, di quello che sta subendo, della gogna mediatica. Per cosa? Per aver messo cemento e pavimentato una struttura che altrimenti sarebbe stata orribile, vista solo come un accumulo di sassi lasciati all’abbandono?

Struttura a quel punto pericolosa, lasciatemelo dire, più di quello che ora invece c’è. Io penso che noi dobbiamo considerare questa vicenda, al nostro interno. Dobbiamo essere dei protettori del territorio in cui viviamo, difendendolo e non infierendo.

La struttura, essendo obbiettivi, è davvero bella, ordinata, ed è un piacere passeggiarci sopra. Il cemento immesso non inquina più di quello che non faccia il Cobalb o lo sversamento dei campi circostanti. Allora basta con la storia dell’impatto ambientale. Ditemi voi quale differenza ci sia nell’averlo fatto in sassi o in cemento.

Pensate solo un attimo alla bruttura se fosse rimasto un opera grezza, uno scheletro. Per quanto riguarda il progetto, beh lì davvero non possiamo fare nulla, perché c’è chi ha studiato a tal proposito e sembrerebbe che nonostante lo avesse fatto ha comunque sbagliato. Ma questa è un’altra storia ed è più grande di noi. Io penso che sarebbe il caso di osservare questa vicenda, dalla nostra parte, dobbiamo tornare a occuparci del nostro quotidiano smettendola di andare l’uno contro l’altro, difendere il nostro territorio da chi lo vuole distruggere o screditare cercando di collaborare tutti insieme per risolvere, per rispondere a chi vuole far passare, una reale eccellenza per il nostro paese, come una stortura idrogeologica, abominevole, catastrofica a tal punto da doverla poi mettere addirittura sotto sequestro. Sequestro che è difficile da comprendere o forse, una volta compresa la sostanza, meglio lasciar perdere!
La mia richiesta da cittadino è collaborare, ora quello che è stato realizzato c’è, e allora difendiamolo, riappropriamoci di quello che è nostro, tiriamo fuori l’orgoglio, aiutiamoci. Perché penso che noi tutti arrivati a questo punto vorremmo essere lasciati in pace, dateci la possibilità di poter tornare alla normalità, quando felicemente camminavamo sui porti, quando in pace con il nostro lago lo ammiravamo a piedi o sopra una imbarcazione non come turisti ma come semplici ospiti.

Andrea Russo


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11 febbraio, 2018

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