Viterbo – (g.f.) – Due posti auto riservati al teatro Caffeina per quattro mesi. Il consigliere comunale Gianluca De Dominicis (M5s) critica senza sosta l’ordinanza del comune.
“La motivazione è per lasciare libero l’accesso e far affluire gli spettatori in occasione degli spettacoli – osserva De Dominicis – quello che non capisco, però, è come mai la concessione sia per un periodo così lungo, quando il cartellone prevede 12 iniziative”.
Al teatro, però non c’è solo il teatro. “Quando non ci sono spettacoli, comunque la struttura è aperta – fa notare De Dominicis – con attività commerciali, bar e libreria. Ma non è che ad altri negozi sulla via e in città concediamo posti di fronte alle vetrine”.
C’è di più. “Capisco che per lasciare liberi i due posti abbiano posizionato due piante, ma è occupazione di suolo pubblico”.
L’ordinanza va dal 19 gennaio al 13 maggio, dalle 8 alle 24 e riguarda due stalli di sosta, con la revoca del parcheggio e il divieto di sosta con rimozione coattiva.
“Quei due posti – è la spiegazione della dirigente Mara Ciambella – sono a servizio del teatro, ma anche del bar e della libreria, pure per carico e scarico, oltre che per le attività teatrali, non solo negli orari degli spettacoli. Servono pure per portare e riportare attrezzature. Per non provvedere ogni volta con un’ordinanza, ne è stata emessa una cumulativa”.
La spiegazione c’è. Tuttavia, a De Dominicis piace poco. “Per le esigenze del teatro – replica il consigliere M5s – durante gli spettacoli posso capirlo. Ma sulle altre attività ho qualche dubbio.
Poco più avanti su via Cavour c’è un bar. Esistono altre attività, con le stesse esigenze. Non credo che il comune abbia riservato loro spazi. A meno che quelli del teatro non siano utilizzabili da tutti”.
La dirigente promette di valutare ed eventualmente rivedere il provvedimento, mentre il consigliere Giulio Marini (FI) rincara la dose: “Anche l’occupazione di suolo pubblico va chiarita, sennò non è piacevole da vedere. Si dà l’impressione che ci siano figli di un dio minore e figli di un dio maggiore”.
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