Viterbo – (g.f.) – Tutto il centrodestra allo stesso tavolo. Candidati in parlamento e alla regione FI, FdI, Lega e Noi con l’Italia – Udc. Stretti stretti, si fa fatica a trovare spazio.
È il momento di firmare il patto per il turismo. Gesto simbolico per un impegno concreto. “Siamo tutti insieme – spiega Mauro Rotelli (FdI) – per impegnarci su quello che è il nostro petrolio”.
Lanciare il brand Tuscia trovando risorse, istituzione di un ministero del Turismo, un fisco su misura per il settore, contrasto all’abusivismo, difesa del lavoro italiano, incentivi per favorire il turismo tutto l’anno, formazione e un piano straordinario su infrastrutture e collegamenti, sono i punti del documento.
A Viterbo, il luogo simbolo è valle Faul. E la vista verso palazzo dei Papi. “Con la cubatura enorme – osserva Rotelli – del vecchio ospedale”. Chiuso da tempo. La riqualificazione in ottica turismo è auspicata da tempo. Finora invano.
Promette di provarci il centrodestra. “Vogliamo dare una scossa a questo territorio dimenticato da tutti – osserva Francesco Battistoni (FI) – abbiamo il vicino porto di Civitavecchia, dove ogni anno sbarcano due milioni di turisti. Da noi, se ci va bene arriva una piccola parte, diretta in un solo punto, Civita di Bagnoregio. Invece ci sono i laghi, Viterbo, c’è molto altro”.
FI, FdI e gli altri puntano su un ministero dedicato, ma l’attuale ministro ai Beni culturali Franceschini fondi sul territorio li sta facendo arrivare. Diversi milioni, ultimamente.
“Da questo punto di vista – osserva Battistoni – auspico una campagna elettorale l’anno, così arrivano tanti soldi. Voglio dire, che se ci sono soldi disponibili va bene. Strano che accada a quindici giorni dal voto.
Ci hanno messo cinque anni a finanziare. Noi faremo molto prima”.
Il patto è sottoscritto, per applicarlo occorre vincere le elezioni. Su questo fronte, Umberto Fusco (Lega) non pare avere dubbi. “Siamo compatti – osserva Fusco – saremo primi in regione e alle politiche supereremo anche il fatidico 40 per cento.
Il turismo, il nostro paese non lo sfrutta. A Viterbo c’è il termalismo, non valorizzato appieno, con l’acqua che in alcuni punti si disperde nei campi”.
Il vento soffia in direzione centrodestra: “I numeri ci danno in vantaggio – spiega Guido Cianti (Noi con l’Italia – Udc) – il nostro impegno sarà anche per far crescere i piccoli comuni e la piccola economia”. Per Fabio Notazio (FI) turismo vuol dire pure potenziare i servizi. “Al lago di Bolsena – ricorda Notazio – il collettore scarica liquami nelle acque. Servono fondi, è una situazione inaccettabile”.
Anche per Simonetta Badini (Noi con l’Italia – Udc) il turismo è la chiave di volta per ridare slancio al territorio, mentre Laura Allegrini (FdI) chiede burocrazia zero.
Il patto sottoscritto, per Tiziana Mancinelli (Lega) è il minimo di quello che si dovrà fare, punto di partenza. Giampiero Monti (FdI) lega il turismo alla sicurezza, ma ai fondi devono pensare ai comuni. “Quando ero assessore – ricorda Enrico Maria Contardo (Lega) – in bilancio nel settore c’erano 10mila euro. Non si fa molto con una simile cifra”.
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