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Viterbo - Andrea Scaramuccia (La Destra) annuncia l'incontro del 2 aprile nella sala conferenze della Provincia

“Tutti ad ascoltare Storace, per una politica nuova”

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Francesco Storace

Riceviamo e pubblichiamo – Il convegno con Storace sta sempre più prendendo la fisionomia di un evento straordinario piuttosto che di un semplice convegno con un politico nazionale. Grande fermento, infatti, si sta registrando attorno a questa manifestazione e alla Destra e tante adesioni stanno arrivando alla segreteria organizzativa.

Un clima che non si respirava da anni negli ambienti della destra viterbese e che vedrà la partecipazione di tanti esponenti della politica locale così come di tantissimi cittadini mai impegnati su questo fronte.

Un clima di cambiamento radicale che è figlio di molteplici fattori e che è opportuno analizzare per meglio comprendere l’evolversi della vita politica locale e nazionale.

In un periodo di disaffezione forte nei confronti della politica, e in particolar modo della classe dirigente, è necessario che la politica si riappropri della scena e che si rinnovi per riuscire a governare questi periodi di buio e di crisi catastrofica.

Purtroppo, però, troppo spesso si assiste a una totale incapacità nel rinnovarsi e nel proporre idee sulle quali confrontarsi con i reali problemi dell’Italia.

Questo susseguirsi di guerre fratricide e di lotte per il potere ha ingenerato il peggior sentimento popolare: l’odio verso chi dovrebbe guidare una comunità.

Iniziato dalle lotte intestine al Pdl e la diaspora di Fini culminata con il famoso “Che fai mi cacci?” rivolto a Berlusconi, per finire alle guerre per l’acquisizione del potere interno a livello locale.

Questo centrodestra ha disatteso tutte le aspettative che gli italiani e i viterbesi riponevano in esso.

Ovviamente, da bipolaristi convinti, questo squallido teatrino non può che farci soffrire. Vedere poi che i nostri moniti, lanciati da anni al Pdl, siano rimasti inascoltati, e con conseguenze a dir poco imbarazzanti, ci rende ancor più sconsolati.

Oggi è il momento di far tacere i cannoni e di pensare al bene del popolo, continuare a perpetuare questi errori significa commettere un delitto contro la comunità; un po’ come una novella guerra dei Roses, dove ci si azzuffa fino all’autodistruzione con in più l’aggravante della casa che brucia e va in frantumi.

Come si può accettare ciò? Come è possibile che il maggior partito italiano e viterbese sia così cieco e sordo? Queste semplici domande sono quelle che hanno fatto scattare un molla in molti politici, una molla che palesa la voglia di una nuova costituente della destra viterbese e italiana.

La gente è nauseata non già della politica, ma di questa politica. Oggi c’è, più di ieri, la necessità e l’esigenza della politica; i nostri concittadini si vedono gravati dall’Imu, dalle addizionali, dall’accise e cercano fortemente chi possa venire loro in soccorso.

Un soccorso che non può essere il solito, vecchio e squallido gioco del clientelismo, bensì un soccorso che sia una politica alta, fatta per tutta una comunità e non per i singoli, un aiuto non già alle lobby ma alla comunità nazionale. Questo è quello che oggi chiede la gente, questo è quello che bisogna offrire ed è questo quello che la Destra sta facendo: sta riempiendo un contenitore di idee, di proposte, di solidarietà nazionale che permetta di migliorare le condizioni socio-economiche di un popolo.

Certamente a livello locale questo triste, misero gioco al massacro al quale assistiamo quotidianamente sui giornali ha “agevolato” il nostro compito ed ha accelerato dei processi politici, ma anche livello nazionale si registra comunque un interesse per una politica “altra” ed “alta”.

Non è nostro costume entrare in vicende giudiziarie, né è corretto entrare nelle diatribe interne ad altri partiti, ma è ovvio che quello al quale stiamo assistendo è il peggior periodo, probabilmente ineguagliabile, della politica viterbese e nazionale.

Ma avremmo immaginato di vedere ciò, mai avremmo pensato di provare un così forte disagio per problemi sorti in casa d’altri. Purtroppo però, noi siamo così presuntuosi nel dire che agiamo nell’interesse collettivo che vedere questi delitti ci rattrista. Molto meglio sarebbe stato poter discutere di programmi, di iniziative, di progetti; invece ci troviamo di fronte partiti troppo presi dalla loro autoreferenzialità e dalle lotte intestine che trascurano l’importanza di un progetto per la collettività.

E’ evidente che siamo tristi ed imbarazzati per loro, è palese che è sconsolante assistere al “disfacimento degli dei”, ma è altrettanto chiaro che non abbiamo il tempo per compatire il malato, dobbiamo agire senza indugi.

Non si può continuare con questa sospensione della democrazia e della partecipazione popolare. Non ce lo possiamo permettere noi politici, non lo sopporterebbe il popolo e non ce lo consentirebbero gli elettori.

Ora è venuto il momento di offrire alla nostra comunità un’ancora, un approdo sicuro, un momento di conforto e di rilancio.

La Destra è consapevole della tragicità del momento e non intende abdicare al proprio ruolo di paladino degli indifesi, di voce degli inascoltati.

La congiuntura internazionale e il governo dei banchieri non attenderanno, le casse degli italiani sono già vuote e ora ci toglieranno anche le case, se non si ripristina uno stato di diritto ed uno stato realmente sociale, dovremo contare le vittime di questo stillicidio. Anche a livello locale, dove le amministrazioni dovranno avere un ruolo chiave nell’aiutare i concittadini, non ci possiamo permettere l’inerzia.

Questo, quindi, è quello che rappresenterà il 2 aprile: una speranza. La speranza in una politica migliore, la speranza che non tutto è perduto e che non tutti sono uguali.

Chi fa politica nella destra non rimarrà sordo a questo richiamo e si preparerà per marciare accanto a noi.

Dalle aule dei tribunali e dei salotti si può e si deve tornare alla politica fatta in piazza con e tra la gente, questo ci chiedono i nostri concittadini, questo ci chiede chi vuole aderire al nostro movimento, questo è quello che ha fatto scegliere a Federici di intraprendere “la giusta battaglia” ed è questo quello che sta facendo convincere chi la politica la fa per passione e senso civico, a scegliere di affiancarci in questa tremenda, struggente ma anche affascinante sfida.

Questo è quello che dobbiamo al nostro popolo.

Si potrebbe chiosare dicendo che è la lotta del sangue contro l’oro, è la lotta del bene sul male, è la battaglia campale che o si vince tutti insieme o si perderà individualmente.

E’ bene che chi verrà il 2 aprile a sentire Storace, sia pronto anche a partecipare attivamente alla vita politica per non dover dire un domani “è stato distrutto un territorio e una nazione anche per la mia paura di partecipare”.

Chi verrà potrà agire, chi deciderà altrimenti non ci faccia sentire i suoi lamenti poi.

Andrea Scaramuccia
Federazione provinciale La Destra Viterbo


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29 marzo, 2012

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