Riceviamo e pubblichiamo – Rimango stupito dall’improvviso cambio di attenzione da parte del sindaco Marini sulla “pratica” Itet.
Fino a pochi giorni fa il programma di trasformazione urbanistica, che prevede lo spostamento di 90mila metri cubi dalle Zitelle al Barco, con relativo cambio di destinazione d’uso da turistico – ricettivo alberghiero a residenziale, veniva qualificato dallo stesso sindaco come una semplice pratica da evadere.
Insomma una sorta di atto dovuto; bastava che il consiglio comunale dicesse un sì o un no e tutto finiva lì.
Oggi leggo, sugli organi di informazione locale, che Marini dà un’impronta alla vicenda totalmente diversa, ponendoci sopra, addirittura, una sorta di voto di fiducia: o l’Itet passa o mi dimetto.
Alla faccia dell’atto dovuto, della “pratichetta”.
Tale nuovo approccio, che è una sorta di “fulminazione sulla via del Barco”, è un chiaro messaggio ai consiglieri comunali di centrodestra, una specie di: “o mangi ‘sta minestra o salti dalla finestra”.
Per chi è di buona memoria, ricorderà che già in altre occasioni il sindaco, quando si è trovato in difficoltà con la sua maggioranza, è ricorso alla stesso annuncio/minaccia di dimissioni, ma tutti possiamo constatare che è ancora al suo posto.
Come ormai è arcinoto, a chi mastica anche solo un po’ di politica, le dimissioni si danno e quando si annunciano è soltanto perché non si ha alcuna intenzione di darle.
Alvaro Ricci
Vice capogruppo Pd al Comune di Viterbo
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