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– Dopo circa cinquant’anni a Viterbo ritorna la processione del Cristo morto, venerdì 6 aprile.
Una tradizione antica che riprende affiancata da un’altra iniziativa, i quadri viventi della passione, lunedì 2 e martedì 3 aprile nella zona verde della parrocchia Villanova.
“Da più parti – spiega don Emanuele Germani – si era sentita l’esigenza di riprendere la processione, evento religioso che a Viterbo manca da tanto tempo. Sarà un modo per vivere meglio il mistero pasquale”.
In molti paesi è un appuntamento fisso. “Negli anni settanta – ricorda don Elio Forti – ci fu un tentativo di riprendere la processione, ma a causa del poco entusiasmo raccolto, l’iniziativa si fermò”.
L’appuntamento è alle 21 del 6 aprile. Dalla chiesa di Santa Maria Nuova si andrà verso via Cardinal La Fontaine, quindi via delle Fabbriche, Cavour, piazza del Comune, via e piazza San Lorenzo.
Di fronte al duomo sarà rappresentata la crocifissione e la morte di Gesù, a cura delle parrocchie di Villanova e Santa Barbara.
Lo stesso gruppo che il 2 e 3 aprile alle 21 proporrà alla parrocchia di Villanova: “Viterbo rivive il mistero della Pasqua”. Saranno messi in scena imponenti quadri viventi per rappresentare la passione di Cristo: l’ultima cena, l’agonia nell’orto degli ulivi, l’ecce homo e il processo a Pilato.
“Una sessantina di persone – ricorda don Germani – sta lavorando da settimane per la riuscita dell’iniziativa. Non sarà una semplice rappresentazione teatrale, ma un momento per rivivere i momenti più importanti della nostra fede”.
La processione quest’anno riparte con il supporto della Curia e l’impegno dei parroci viterbesi. “Il primo input è arrivato proprio dal vescovo lo scorso anno – ricorda don Luigi Fabbri – per riportare a Viterbo questa tradizione, poi la confraternita del Santissimo Sacramento ha avanzato mesi dopo una proposta in tal senso e a febbraio c’è stato il via libera definitivo. Si tratterà di un momento di preghiera itinerante senza figuranti”.
Ad animarla in particolare ci penseranno le confraternite del Santissimo Sacramento, oltre a diverse parrocchie cittadine, mentre le immagini sacre saranno portate a spalla dagli araldi della Madonna del Carmelo.
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