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Camorra - Estorsione - 43enne accusato di aver chiesto il pizzo agli imprenditori insieme a cinque complici

Clan dei Casalesi, un arresto a Viterbo

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Carabinieri

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Viterbo – Già rinchiuso a Mammagialla, ieri è stato raggiunto da una nuova ordinanza d’arresto in carcere. Antonio Santamaria, 43 anni (le sue generalità sono state diffuse dai carabinieri di Casal di Principe che hanno condotto le indagini), è accusato insieme ad altre cinque persone di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il gruppo, secondo i militari dell’Arma, avrebbe “agevolato il clan dei Casalesi, fazioni Bidognetti e Zagaria”.

Dieci i mesi d’indagine, da luglio 2014 a maggio 2015. Le attività infoinvestigative, le testimonianza delle presunte vittime di estorsione e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia avrebbero permesso agli inquirenti di ricostruire e attribuire ai sei indagati “quindici episodi estorsivi commessi dal 2006 al 2013 ai danni di tre imprenditori di Cancello e Arnone (Caserta, ndr): il proprietario di una ditta di alimentari, il titolare di un ristorante e quello di un supermercato”.

Le indagini avrebbero permesso di riscontrare che “il controllo delle attività estorsive sul comune di Cancello e Arnone veniva mantenuto dal clan senza soluzione di continuità, con un vero e proprio ‘passaggio di testimone’ operato dai vari indagati, referenti della zona, nei rispettivi periodi di detenzione. Il modus operandi con cui venivano effettuate le estorsioni – spiegano i carabinieri – prevedeva la richiesta, in media, di somme comprese tra i 500 e i 1500 euro, dovute dagli imprenditori in coincidenza del Natale, della Pasqua e di ferragosto”.

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip di Napoli su richiesta della Dda, sono state notificate dai militari del Norm di Casal di Principe ieri mattina. A Viterbo, Terni, Lanciano (Chieti) e Napoli. Le hanno ricevute “Antonio Santamaria, 43 anni, già detenuto nel carcere di Viterbo; Vincenzo Della Corte, 63 anni, già detenuto a Terni; Antonio Baldascini, 57 anni, già detenuto a Lanciano; Annibale Tummolo, 51 anni; Biagio Ianuario, 41 anni; Giovanni Sciorio, 47 anni; tutti e tre già detenuti a Secondigliano”.

Durante le indagini sono state denunciate a piede libero sette persone per nove episodi estorsivi commessi, presumibilmente, ai danni delle stesse vittime.


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6 marzo, 2018

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