– “La folle corsa del prezzo del carburante va bloccata. Il governo deve intervenire per calmierare i prezzi alla pompa”. Cna Fita, che nelle scorse settimane aveva scritto al presidente del Consiglio per proporre un pacchetto di misure utili ad affrontare il problema del caro gasolio, rinnova l’appello a disinnescare la mina degli aumenti.
“Oltre alla volatilità dei prezzi del barile, le concause di questa emergenza che sta letteralmente uccidendo le imprese di autotrasporto, sono l’aumento della tassazione sui carburanti, con il conseguente incremento delle accise, e l’Iva a livello sia nazionale che regionale. Di fronte alla riduzione dei consumi, le compagnie hanno aumentato, a loro volta, i prezzi, approfittando di una situazione di assoluto controllo della distribuzione”, è la denuncia dell’associazione delle imprese di trasporto.
Il governo, secondo Cna Fita, deve lavorare per reintrodurre l’accisa mobile (l’intervento, a costo zero per lo Stato, consiste in una riduzione delle accise compensata dalle maggiori entrate dell’Iva incassata dallo Stato ad ogni aumento dei carburanti), per la sterilizzazione dell’Iva sulle accise, per il rimborso trimestrale e annuale delle accise, per la intensificazione dei controlli sulle catene distributive da parte della Guardia di Finanza. All’Antitrust -sostiene l’associazione- spetta verificare l’eventuale esistenza di cartelli economici nella gestione del prezzo dei carburanti alla fonte.
“Sul rimborso delle accise, il pronunciamento del governo è urgente -fanno notare alla Cna Fita di Viterbo-, visto che il recupero ha assunto cadenza esclusivamente trimestrale e che dunque per il periodo gennaio – marzo 2012 la richiesta deve essere presentata entro il prossimo 30 aprile, pena la decadenza. E’ importante aver ottenuto il rimborso trimestrale, ma va mantenuta anche la possibilità di richiederlo ogni anno, soprattutto per le aziende meno strutturate”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY