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Lettere - Viterbo - Scrive Maria Laura De Luca

“Belcolle, che fine hanno fatto gli operatori socio sanitari?”

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Viterbo - Il corpo A3 dell'ospedale di Belcolle

Viterbo – Il corpo A3 dell’ospedale di Belcolle

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono stata di recente ospite di uno dei migliori reparti del nostro ospedale: curata dai brillanti medici del reparto di malattie infettive con professionalità e disponibilità degne dei migliori elogi, posso dire di essermi sentita sicura e a mio agio, nonostante la malattia in corso.

Accanto all’eccellenza dell’équipe spicca una pronta ed efficiente squadra infermieristica che con rigore e sorriso accompagna il paziente in ogni momento del giorno. 

Ho visto infermieri correre su e giù per i corridoi, essere interrotti durante la somministrazione di una terapia per insistenti scampanellate rivelatesi poi esigenze di tipo igienico o assistenziale. Dove sono gli operatori socio sanitari?

Più del 50% delle ore di lavoro di ogni infermiere è dedicato al cambio della biancheria, all’igiene personale del paziente, all’aiuto nella somministrazione della colazione. Questa fusione di compiti provoca disagi sotto molti punti di vista:

–          Il paziente riceve le attenzioni necessarie ma può essere costretto a lunghe attese per la risoluzione di piccoli problemi di carattere infermieristico che finiscono per intralciare le giuste tempistiche del programma di cure. Di fronte ad esigenze di stampo assistenziale e non prettamente infermieristico, inoltre, ci si trova spesso a dover  svolgere le operazioni necessarie in tempi veramente ristretti per poter lasciare all’infermiere il giusto spazio per adempiere alle sue reali competenze.

–          Gli infermieri, costretti ad eseguire mansioni non in linea con il proprio profilo professionale, sovraccarichi di impegni e incombenze per cui il loro grado di formazione e specializzazione non sarebbe assolutamente necessario, lavorano in un contesto poco idoneo alla massima espressione della loro professionalità, svolgendo incarichi degradanti e demotivanti che intralciano e talvolta interrompono i loro interventi sul paziente, privandoli del tempo necessario alla migliore esecuzione possibile.

–          L’azienda offre un servizio al di sotto delle proprie potenzialità: arricchire l’organico di personale formato all’assistenza socio sanitaria sarebbe in grado di migliorare notevolmente il servizio offerto aggiungendo un plus-valore a tutto vantaggio del personale, dei pazienti e conseguentemente dell’azienda stessa.

Esistono figure dedicate e formate appositamente per la soddisfazione di tutte le esigenze non infermieristiche del degente.

Perché l’organico non le prevede? Dove finiscono le figure formate dagli ormai numerosi corsi regionali che si sono svolti negli ultimi anni? Perché gli infermieri devono svolgere il doppio dei compiti in uno stesso lasso di tempo a discapito del servizio offerto e della propria realizzazione professionale?

Rinnovo il  mio più sentito ringraziamento a tutta l’equipe del reparto che, nonostante questa carenza, è comunque riuscita a garantirmi un’ottima accoglienza.

Maria Laura De Luca


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17 marzo, 2018

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