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L'irriverente - La Dc interclassista assomiglia al Pd che stravince nelle zone più ricche della città

L’uomo qualunque e il somaro…

di Renzo Trappolini
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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – C’è pure chi tenta un improbabile paragone tra la Dc interclassista che “guardava a sinistra” e il Pd che stravince nelle zone più ricche delle città. A rileggere la storia, forse un punto di somiglianza si trova. Anche la Democrazia cristiana, infatti, arrivò terza alle amministrative di Roma nel 1946, agli inizi della prima repubblica, come è accaduto al Partito democratico alla fine della seconda.

Allora, più della Dc presero voti il Fronte popolare (Pci-Psiup) e una formazione, L’uomo qualunque, fondata dallo scrittore di commedie Guglielmo Giannini. Il 4 marzo scorso, più del Pd sono stati votati il centrodestra con la Lega e i 5 Stelle, movimento creato puresso da un uomo di spettacolo, Beppe Grillo.

Ambedue, Giannini e Grillo, per l’attacco allo strapotere dei partiti tradizionali e all’arrivismo degli esponenti, da esperti uomini di teatro partirono dalla dissacrazione del linguaggio tanto paludato quanto oscuro usato dalla casta.

Grillo intonò il vaffa che oggi conta quasi un terzo degli italiani. Giannini, in parlamento, la notte del 19 giugno del 1947, dicendo di non riuscire a capire i democristiani, per spiegarsi meglio fece a loro – in gran parte formati nelle sacrestie – l’esempio di quella suora, la quale non vedendo filiare i suoi due canarini, per accertarsi che non fossero dello stesso sesso soffiò invano sotto le piume. Finché spazientita se ne uscì con un “viva la faccia del somaro che almeno si fa capire subito”.

Quando un dc più curioso di altri gliene chiese la ragione, il commediografo onorevole teorizzò che “la politica non è diversa dal teatro. Però, mentre voi vi fate guidare dagli umori e dalla volontà della gente, sono io che dal palcoscenico ho il potere di far piangere o ridere la platea”. Insomma, o si fa come dico io oppure…

Un “oppure” pericoloso, perché poi sono sempre gli elettori a decidere e lo splendido isolamento dell’Uomo qualunque durò poco. Appena una legislatura.

Alle rivoluzioni, si sa, seguono le ricostruzioni e per costruire non basta il progetto, occorrono maestranze sufficienti e l’asino di Buridano, sempre bene ricordarlo, non avendo scelto in tempo se mangiare o bere, morì.

Renzo Trappolini


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20 marzo, 2018

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