Viterbo – (g,f.) – Per far arrivare bene il suo grazie, non sale sul predellino ma direttamente sul retro di una jeep. Daniele Sabatini sceglie le officine Donati, tra auto d’epoca e sportive. Forse per scegliere il mezzo più adatto per la corsa alle elezioni comunali di Viterbo.
Una gara piuttosto complicata, in un circuito insidioso e concorrenti agguerriti. Pure dalla sua parte politica.
– Fotocronaca: Daniele Sabatini ringrazia gli elettori
Un incontro di domenica sera, nel giorno della fiera, per dire grazie. “Non siamo qui – precisa Sabatini – per lanciare auto candidature o altre volontà che qualcuno sottende”. Ringraziamenti e una riflessione. “Mettere in evidenza il risultato straordinario ottenuto”. Le oltre 4600 preferenze ottenute, ma in particolare le oltre duemila a Viterbo.
Adesso contano quelle, visto che nel capoluogo si vota per rinnovare l’amministrazione comunale. La dote di Sabatini è pesante. Buona anche per una candidatura a sindaco. Eppure, nel centrodestra, Forza Italia compresa, fanno finta di nulla.
“Nessuno – avverte Sabatini – può permettersi di far finta che questo risultato non ci sia stato. Chi pensa al futuro della città deve avere la piena consapevolezza che nessuno è disponibile a considerare che il 4 marzo non sia accaduto nulla”.
Sono successo più di duemila cose. “Le oltre duemila preferenze avute a Viterbo città – spiega Sabatini – sono più di tutte le altre preferenze di tutti gli altri candidati dei principali partiti di centrodestra messi insieme. La nostra proposta non solo è maggioritaria rispetto alle altre, ma abbiamo ottenuto più della vice sindaca, più del collega consigliere regionale Panunzi. Un risultato importante”.
Ma il centrodestra, in vista delle amministrative, non pare intenzionato a tenerne conto. Altri nomi, altri programmi. Così pare.
“Mi sento di rivolgere un appello alle forze politiche di centrodestra della città – insiste Sabatini – se si avesse la voglia di confrontarsi col corpo elettorale della città, si vedrebbe un quadro molto più semplice e chiaro rispetto alla politica o alle alchimie dei partiti. Se ci si confrontasse con la gente, probabilmente il messaggio che il centrodestra a Viterbo ricaverebbe sarebbe chiaro e semplice”.
Uno solo: “Dare seguito – osserva Sabatini – alla volontà popolare, a quell’indirizzo che ci hanno dato il 4 marzo. Ovvero, un centrodestra unito, compatto, serenamente insieme. Nessuno vuole artifizi di partito o alchimie interpretative, quando i numeri parlano da soli”.
La matematica applicata alla politica dà quasi sempre risultati strani.
I saloni dell’officina sono pieni, si vedono Giulio Marini, Elpidio Micci, Andrea Marcosano, Federico Fracassini, Ottavio Raggi, Antonella Sberna il sindaco di San Lorenzo Nuovo Massimo Bambini e altri amministratori. C’è pure Mario Lega. Festeggia gli anni, e anche il prefetto Giovanni Bruno.
Il messaggio è partito: “Non chiediamo nulla – chiosa Sabatini – se non rispetto per il nostro gruppo. Rispetto umano e politico, siamo la comunità più vasta e importante di centrodestra che insiste su questa provincia. I numeri lo dimostrano.
Per questo siamo disponibili, e in ogni caso, c’è la volontà di esserci, a prescindere da ruoli e posizioni”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY