Roma – Non poteva esserci chiesa migliore. Quella degli artisti. Perché Fabrizio Frizzi era un artista con la A maiuscola. Non poteva esserci piazza migliore. Quella del Popolo. Perché Frizzi “era uno di noi”, come continuano a ripetere le migliaia di persone che hanno dato l’ultimo saluto all’eterno ragazzo della televisione italiana.
Fotocronaca: I funerali di Fabrizio Frizzi
I funerali questa mattina nella Capitale, poi il feretro raggiungerà Bassano Romano dove Frizzi riposerà per sempre. Nella cappella di famiglia, accanto alla mamma e al papà. “Il nostro cuore è colmo di dolore – ha detto dall’altare il sacerdote -. Stiamo salutando un artista, un amico e un fratello. Che ora ha raggiunto i suoi cari, la sua mamma e il suo papà”.
Nella chiesa degli artisti, troppo piccola per contenere tutti, la gente ha potuto seguire i funerali dal maxischermo allestito in piazza, la moglie Carlotta e il fratello Fabio sono in prima fila. Davanti al feretro, che è ricoperto da un cuscino di fiori gialli. È al centro della chiesa, ai piedi dell’altare, poggiato a terra, su un tappeto rosso, con una foto di Frizzi appoggiata sul legno.
Poi gli amici di sempre, venuti anche da Bassano Romano. E quelli del mondo dello spettacolo. Carlo Conti, Antonella Clerici, Flavio Insinna, Simona Ventura, Paola Perego, Giancarlo Magalli, Amadeus, Paolo Bonolis, Massimo Giletti, Michele Guardì, Patrizia Mirigliani, Alba Parietti, Leonardo Pieraccioni, Claudio Lippi, Marco Columbro, Gigi D’Alessio, Ivana Spagna, Max Tortora, Paola Cortellesi con il marito Riccardo Milani, Paola Saluzzi, Max Biaggi, Emanuela Aureli, Giorgia, Massimo Ranieri, Paolo Belli, Claudio Lippi, Mara Venier, Bruno Vespa, Fiorella Mannoia, Carlo Freccero, Max Giusti, Milly Carlucci. Commossa, ha letto la prima lettura. La Rai tutta, dal direttore di Rai 1 al direttore generale Mario Orfeo alla presidente Monica Maggioni.
Nell’omelia don Walter è a loro che si rivolge, al pubblico di Frizzi, alla moglie Carlotta, alla figlia Stella di cinque anni, al fratello Fabio, che a Fabrizio aveva trasmesso la passione per la musica. “Le mie parole saranno inadeguate e povere, il dolore è tanto e tutti abbiamo un nodo in gola. Fabrizio è andato via prematuramente, e in questi giorni di lui tanto è stato detto. La generosità era la cifra della sua esistenza. Sapeva di avere una vita meravigliosa e amava tantissimo i suoi genitori, papà Fulvio e mamma Laura. È da loro che ha ricevuto quei valori che ci ha comunicato in video e in vita, senza dicotomia. Fabrizio era apprezzato per la sua spontaneità e generosità, che gli ha creato anche dei problemi. Chi curava la sua immagine spesso gli diceva di centellinare le sue presenze, ma Fabrizio partecipava a tutte le manifestazioni. Soprattutto a quelle di solidarietà, come Telethon e la Partita del Cuore. Rispondeva di non perdere di immagine, perché non era uno stratega. Voleva aiutare veramente, e veramente si metteva a disposizione dell’altro.
Questa chiesa – ha proseguito il sacerdote – è assediata dall’affetto di tutte quelle persone che vogliono ricambiare l’amore che da Fabrizio hanno ricevuto. Un tripudio di affetto, perché ora Fabrizio sta raccogliendo tutto ciò che ha seminato nella sua vita. Non ci sono cose che avvengono a sorpresa, mai. Lui ha mietuto, e il suo affetto si riverserà su Carlotta e Stellina”.
Don Walter parla poi della malattia di Frizzi. “Negli ultimi mesi era provato e affaticato, ma continuava ad essere sempre l’ultimo ad uscire dallo studio. Perché dopo le registrazioni si fermava a parlare, a firmare autografi, a donare abbracci. In Rai era orami diventato ‘il combattente col sorriso’. Ma combatteva, oltre che col sorriso, anche con dignità e coraggio. Per Carlotta e per la sua Stellina. Che tanto ha desiderato, non per egoismo ma per amore.
Fabrizio era capace di donarsi – sottolinea il sacerdote -. Straordinaria la sua capacità di compassione. Ovvero, di essere in grado di patire con… Il dolore dell’altro non lo lasciva indifferente, si commuoveva sempre. Ma Fabrizio sapeva anche gioire, con il suo sorriso trasparente e puro. Le sue non erano mai donazioni materiali, sarebbe stato troppo facile. Venti anni fa donò se stesso. Il midollo, a un bambina che nemmeno conosceva. Non è stato un personaggio Fabrizio, ma una persona. Molti sono noti e famosi, Fabrizio era amato e considerato uno di casa”.
Sono stati i suoi amici e colleghi Carlo Conti e Antonella Clerici a leggere, tra le lacrime, la preghiera degli artisti. Flavio Insinna, invece, con la voce rotta dalla commozione, ha recitato la poesia “Amicizia” di Jorge Luis Borges. A Frizzi era dedicata. Poi il lungo, lunghissimo, applauso della folla. Più volte ripetuto. E il “grazie a tutti” della moglie Carlotta. Il feretro, portato a spalla fuori dalla chiesa dai suoi amici, è poi partito per Bassano Romano.
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