Viterbo – Un assegno da 198mila euro a Giuseppe Fioroni per il “reinserimento nella vita lavorativa”.
Tanto si vedrà accreditare il deputato Pd nel giro di trenta giorni. Una sorta di buonuscita che spetta ovviamente non solo al parlamentare viterbese, ma a tutti quelli che non fanno più parte di camera e senato.
A fare conti è il Giornale, che calcola come per gli ex, si arrivi a spendere quasi 26 milioni di euro. “Una sorta di tfr – scrive il quotidiano milanese – ma esentasse, che spetta di diritto ai parlamentari uscenti non rieletti”. Somma che matura in base agli anni di permanenza tra palazzo Madama e Montecitorio. “Circa novemila euro per ogni anno trascorso”.
Non una regalia, comunque. È denaro sempre pubblico, ma trattenuto dalla busta paga di deputati e senatori, che si aggira sui 10.400 euro lordi. Quindi tolti alla fonte nel tempo.
“Dei 10.400 euro – spiega il giornale – 780 euro vanno nel fondo di solidarietà che può essere percepito in anticipo, a fine di ogni mandato o accumulato”.
Fioroni arriva a sfiorare i 200mila per le quattro legislature alla camera, nel 1996, 2001, 2006, 2008, 2013.
A 567 ormai ex deputati e senatori vanno 45mila euro per ogni legislatura. Somma che spetta a chi ha passato a Roma solo un quinquennio, quindi pure ai viterbesi Alessandro Mazzoli e Alessandra Terrosi o ad Alessandro Di Battista.
Più tempo in parlamento, più alto è l’assegno. Così, Rosy Bindi, dopo 23 anni ha diritto a 270mila euro, sempre secondo quanto riporta il Giornale e sempre che non abbia già chiesto negli anni anticipi.
Ad Angelino Alfano, invece, spettano 180mila euro. Visto che a essere “premiata” è la fedeltà, a chi come Carlo Giovanardi può vantare 35 anni in parlamento, il conto finale arriva a 315mila euro.
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