Viterbo – “Sento in giro tante chiacchiere, molte campate sul nulla. Sono contento di parlare e fare chiarezza sulla situazione che si è venuta a creare”. Le elezioni regionali sono passate da un mese e Daniele Sabatini, candidato con Forza Italia non è stato eletto pur facendo incetta di voti, ma dal giorno dopo il partito e la coalizione lo hanno messo in un angolo. In vista delle comunali, del suo nome non v’è traccia. Non è tra i papabili per la candidatura a sindaco e viene anche il dubbio che possa essere in lista. Tanto che continua a circolare la voce secondo cui potrebbe farsene una per conto proprio.
Sabatini, che succede?
“Vedo un centrodestra dall’atteggiamento incomprensibile. Non ho altri termini per definirlo – osserva Sabatini – è passato un mese dalle votazioni e io, a parte centinaia di chiamate da amici e sostenitori, non ho ricevuto una telefonata. Da nessuno di Forza Italia o di uno dei partiti di centrodestra. Ho solo incontrato in modo fortuito alcuni esponenti”.
Un messaggio di chiusura nei suoi confronti?
“Lasciamo stare la mia persona. Ma su quella che ho definito la più grande comunità di centrodestra della città, è stata messa in atto un’evidente strategia scientifica, di emarginare le persone, chi ha sostenuto il candidato più votato a Viterbo città. I numeri parlano chiaro. Un gruppo che da solo ha preso più voti di tutti gli altri candidati dei principali partiti di centrodestra messi insieme. Questo centrodestra, più che includere vuole escludere. Un gravissimo errore”.
Perché?
“La città è ancora molto disponibile ad accogliere chi porti una voce di discontinuità rispetto al recente passato, ma i cittadini non sono per nulla sciocchi. Il centrodestra rischia di dissipare un vantaggio importante e in quattro settimane, per molti versi lo si è dissipato. A favore di chi, non lo so. Vedo i partiti arroccati al proprio interno, facendo la solita melina da manuale Cencelli, distanti da quella richiesta di una città amministrata. Nemmeno amministrata bene, ma amministrata. Quello che chiedono i viterbesi. Nessuno parla di idee, programmi”.
Nessuno vi ha interpellato in questa fase di trattative?
“No. Noi non siamo stati nemmeno invitati. Leggo da voi quello che accade in quei tavoli. Per quanto mi riguarda, è anche antipatico rimarcarlo, ma a sedere per Forza Italia c’è una persona che ha riscosso meno di trecento preferenze. Le sorti di questa città sono decise in questo modo. Tutto abbastanza avvilente”.
Però, i partiti stanno lavorando, ci sono quattro candidati a sindaco.
“I tre quarti dei nomi avanzati mi pare che siano stati armati con pistole a salve, pronti per essere politicamente accoltellati alla prima occasione. Penso che i partiti facciano male a giocare con queste persone come sta avvenendo”.
Perché ritiene che si stia giocando con queste persone?
“Perché almeno tre di queste quattro saranno sacrificate”.
Ovvio. Si tratta di una rosa di nomi, il candidato sindaco della coalizione sarà uno.
“Ovvio mica tanto. Un conto che ci siano quattro candidati, si fa una selezione a due e poi con la finale si prende il migliore. Invece, un conto è far partire quattro elementi, sapendo già che tre non ce la faranno in partenza e vince uno. Una situazione diversa. Tre li hanno armati con pallottole a salve”.
Quale ragione vede per una simile scelta?
“Mi sembra che si vada alla ricerca del candidato più debole. Forse, questo è un pensiero malizioso, perché più facilmente condizionabile. La gente di queste cose se ne accorge. Le riconosce”.
Lei cosa farà? Si candiderà con una sua lista al comune di Viterbo?
“Sto osservando. Nulla è obbligatorio, ma nonostante quello che rappresentiamo, nessuno ha avuto la buona volontà di chiederci cosa pensiamo, se abbiamo qualche idea particolare da mettere in campo. Fra tutti quelli che girano, nonostante l’età, io penso d’avere esperienze che nessuno, pure mettendoli insieme, ha. Anche sul fronte regione, servirà attivare rapporti, considerando pure il bilancio dell’amministrazione comunale. Nessuno mi ha chiesto niente”.
Di conseguenza, se non vi cercano vi organizzerete diversamente?
“Ci piacerebbe dare il nostro contributo. Non nascondo di ricevere telefonate da persone che ci vogliono candidare, dando per scontato che noi faremo una lista. Raccolgo le dimostrazioni di fiducia e rispondo che cercheremo di capire a breve quale sia la situazione migliore per le amministrative. Ho in programma un incontro, lo sto ancora pensando, per valutare insieme”.
E poi decidere?
“Sì, e poi prendere una decisione. In virtù pure delle valutazioni che i partiti faranno in questi giorni”.
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