Bassano in Teverina – Una torre con un campanile animato al suo interno. La prima è del cinquecento, il secondo è dell’XI secolo. Un caso unico al mondo. Una torre misteriosa per spaventare i nemici, di cui tutti avevano perso completamente memoria. Fino agli anni ’80, quando venne scoperta.
Domenica 8 aprile l’apertura straordinaria. In occasione della passeggiata racconto organizzata dall’associazione Piattaforma 2.0 assieme al comune di Bassano in Teverina.
Partenza alle 10 e mezza di mattina in piazza Nazario Sauro. Condurrà il narratore di comunità Antonello Ricci. Al suo fianco, il percussionista Roberto Pecci, la voce recitante di Pietro Benedetti, l’antropologo Marco D’Aureli. Tutti di Banda del racconto.
Nel corso della passeggiata, pillole storiche e letture da parte dell’apprendista narratrice Simonetta Celli. Assieme a lei Isabella e Urbano Rosati del Gruppo archeologico bassanese. Il tutto con l’amichevole partecipazione di Fabrizio Cecchi, in arte “CheccoCello Castrum Vassani”. In campo anche il sindaco Alessandro Romoli.
La torre dell’orologio di Bassano in Teverina, quattro piani di campanile per 25 metri di altezza sigillati dentro quattro mura cinquecentesche con in cima un orologio con piastrelle del XVIII secolo.
“Fino al 1989 – spiega Urbano Rosati del gruppo archeologico bassanese – quando la soprintendenza intervenne sulla torre cinquentesca con alcuni lavori di restauro e si accorse che al suo interno c’era un’altra struttura. E le ricerche hanno portato alla scoperta di un campanile animato dell’XI secolo riconducibile alla chiesa di Santa Maria dei Lumi che sta lì di fronte”. Esattamente in piazzetta Finzi, a ridosso del borgo e parte integrante delle fortificazioni che caratterizzavano la città di Bassano.
“La torre – prosegue Rosati – è un unicum in tutto il mondo. Non ci sono casi simili. Non solo, ma sono venute alla luce anche delle figure che contraddistinguono il colonnato della torre” che si arrampica per 25 metri di altezza, perfettamente conservata. E si arrampica in alto anche attraverso un gioco di specchi che passando per l’intercapedine della torre permette di vedere riflesse le architetture del campanile, dagli archi alle colonne.
“Neanche i vecchi bassanesi – dice Urbano Rosati – ne avevano più memoria. Nessuno di noi sapeva più che esistesse. E le ragioni che hanno spinto a inglobarla nella torre e del perché se ne sia persa memoria restano ancora un mistero. Ad esempio il campanaro che veniva a caricare l’orologio a mano su una scala di legno diceva sempre…‘ammazza quanto è largo il muro de sta torre!’. Il muro è di due metri, ma non perché fosse semplicemente resistente, come si credeva, ma perché una torre ne conteneva un’altra, come per le matrioske”.
All’interno della torre, in quello che una volta era il posto di guardia, si trova anche un museo dell’arte contadina con attrezzi, foto e testimonianze della cultura e del lavoro che caratterizzava il borgo di Bassano in Teverina fino al secolo scorso.
Una torre di Bassano è poi animata “perché risalendola – racconta Rosati – si notano alcune figure particolari. In prevalenza messaggi ai nemici che attraversavano la valle del Tevere. In particolare la scultura di una delle colonne della torre raffigura un uomo che dà il fondoschiena alla valle con i genitali in evidenza. Una scultura che diceva: cari nemici – battendosi il sedere – a noi non interessa se passate per la valle però non venite su per il borgo perché qui siamo forti e virili e potete trovare il padrone”.
La stessa valle dove nel 283 a.C. i romani sconfissero definitivamente Etruschi e Senoni a ridosso del lago Vladimone oggi quasi del tutto scomparso, imponendosi definitivamente su tutto il nord del Lazio. In questo posto inizia l’egemonia romana sulla Tuscia e tutto il resto del continente europeo.
Su una delle colonne della torre c’è anche una scultura “identica a un’altra che però si trova nella cripta della cattedrale di Lund in Svezia. E il legame tra le due sculture sono i maestri comacini che da Como lavorarono sia in Svezia che nella Tuscia”.
Infine, c’è un’altra scultura che ritrae un uomo che si toglie una spina, forse – racconta Rosati del gruppo archeologico bassanese – il pastorello Marzio inviato dai vitorchianesi ad avvertire i romani di un attacco in corso contro di loro da parte degli etruschi e che lungo il cammino si punse con una spina velenosa morendo subito dopo aver dato a Roma la notizia del nemico alle porte.
Quattro piani di torre medievale. Percorribili anche con l’ascensore ricavato all’interno del campanile. In cima alla torre si vede poi tutto quello che c’è attorno. La valle del Tevere innanzitutto.
Domenica, l’apertura straordinaria. Non mancate. Appuntamento alle ore 10, in piazza Nazario Sauro a Bassano in Teverina.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY