Viterbo – (s.s.) – “Una tifoseria, quella della Bolgia, formata da famiglie, bambini, e tantissimi tifosi appartenenti alle forze dell’ordine. Una tifoseria che é stata presa come esempio per creare la sua, da chi oggi l’ha chiusa dentro una gabbia. Non ci sono parole”.
E’ un post polemico, e non poteva essere altrimenti, quello apparso sulla pagina Facebook dei tifosi del Tuscania volley, reduci dalla trasferta di Siena in cui i ragazzi di Paolo Montagnani sono usciti sconfitti per 3-0.
La partita di sabato sera è proseguita anche nei giorni seguenti ma fuori dal campo. La motivazione? Le condizioni in cui i quaranta tifosi della Tuscia hanno dovuto assistere all’incontro del PalaEstra.
Assieme ai supporter, e dopo una domenica di giuste riflessioni, anche il direttore generale biancazzurro Alessandro Cappelli ha deciso di scendere in campo, inviando una lettera aperta destinata a tutte le società associate della serie A.
“Onore a Siena – si legge – che meritatamente ha conquistato le semifinali. I nostri ragazzi ci hanno provato, magari potevamo fare qualcosa in più, ma credo che sicuramente in questo momento i nostri avversari si sono dimostrati più forti. Stavolta però oltre alle questioni tecniche il pensiero non può non rivolgersi verso quello che è successo fuori dal campo.
Mi viene in mente che tutto è cominciato con l’intervista di Cichello, allenatore del Siena, che ha volutamente scaldato l’ambiente affermando come Viterbo sia un campo ‘difficile’ in quanto, oltre a una tifoseria rumorosa, cito testuali parole ‘Il video check non funzionerà quando noi tocchiamo la palla sul muro e anche qualche pallone dentro non lo vedranno’, a mio avviso frasi molto pesanti sulle quali, per il bene della pallavolo, mi sarei aspettato che qualcuno fosse intervenuto in maniera ufficiale.
Poi il martedì vengo a conoscenza che da Siena sono preoccupati, che hanno paura nel venire al PalaMalè di Viterbo, che addirittura il presidente dell’Emma Villas verrà scortato da guardie del corpo personali. Ed ecco che la questura di Viterbo Mercoledì si vede costretta a rafforzare come non mai la vigilanza, con carabinieri e polizia all’entrata e agenti in borghese all’interno. Mai successo, ma giustamente, c’era stata una supplica di assistenza e le forze dell’ordine hanno fatto bene a fare il loro dovere. Alla fine, il presidente Bisogno si è davvero presentato scortato da due guardie del corpo, a una partita di pallavolo.
La partita è finita con i tifosi senesi che hanno festeggiato e i nostri, come sempre, hanno battuto le mani e fatto foto con i giocatori sia del Siena che del Tuscania, come accade in ogni partita, alla faccia della pericolosità.
Sabato sera a Siena si è compiuto l’ultimo atto: una quarantina di nostri tifosi, tutte famiglie, la maggior parte donne e bambini, vengono aspettati fuori dal PalaEstra e scortati nell’unica parte del palazzetto protetta da grate, senza seggiolini, lurida nelle gradinate in cemento e chiusi lì dentro, guardati a vista da almeno una decina di agenti tra carabinieri, agenti della digos in borghese e numerose guardie private.
Sinceramente, in quasi 50 anni di pallavolo, una cosa del genere non mi era mai capitata, per questo l’ho voluta condividere con tutti gli associati, in un primo momento non avevo collegato le varie cose, ora qualcuno mi fa notare come invece potrebbero essere state studiate scientemente per cercare di demonizzare una città e una tifoseria forse invidiata da molti. Spero vivamente non sia vero, personalmente preferisco continuare a credere che la Pallavolo sia tutto un altro mondo”.
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