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Viterbo - Carlo Leoni alza il tiro: "No anche a quelli a bassa entalpia" e lancia la sigla "Notrig"

“Stop a tutto il geotermico”

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Carlo Leoni

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Viterbo – (g.f.) – “Geotermia al bando”. Non c’è bassa, media o alta entalpia che tenga. Per Carlo Leoni va subito pensionata.

Da anni studia l’impatto di pozzi e ricerche per l’energia geotermica, arrivando alla conclusione che è meglio archiviare tutto. Anche gli impianti più piccoli. Quelli a poca profondità e per le singole abitazioni. Perché, sostiene, il piccolo può sempre diventare grande, basandosi su qualche postilla di regolamenti.

“Basta leggersi i documenti della regione – rincara Leoni – mi chiedo, ad esempio, se i 5 stelle l’abbiano fatto. Silvia Blasi, che era nella commissione Ambiente, se li è guardati?”.

Oggi in conferenza stampa lancia il suo Notrig. Ovvero, no alle trivellazioni geotermiche. C’è un cartello alle sue spalle, un foglio A4 per ogni lettera. Il logo è da perfezionare, ma la forma conta fino a un certo punto. Si guarda alla sostanza.

“Una sigla che vogliamo portare a livello nazionale ed europeo – spiega Leoni – per proseguire la battaglia”. Contro la geotermia convenzionale e ovviamente, quella non prevista.

Come l’Egs, di terza generazione. Utilizza un getto di fluido caldo per superare lo strato roccioso e arrivare in profondità.

“Mi chiedo – osserva Leoni – perché l’Egs nelle linee guida del ministero non c’è e nel piano energetico della regione Lazio, invece sì. Così come l’offshore”. Ovvero, ricerche nei bacini lacuali e marini.

“Zingaretti – insiste Leoni – vuole fare i comuni geotermici, per questo sfido le amministrazioni a dire di no, non con una delibera di giunta o consiglio comunale, ma inserendolo nel regolamento”.

Nella Tuscia, Leoni intravede rischi. “La valutazioni d’impatto ambientale vanno avanti per le zone dei laghi, ci sono pozzi già scavati”.

Per il 5 maggio ha in mente d’organizzare una manifestazione a Viterbo e poi spostarsi in regione e magari anche a Roma.


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9 aprile, 2018

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