Montalto di Castro – Villetta saltata in aria. È morta anche Beatrice Meduri, la 24enne che la notte del 10 marzo era rimasta ustionata sul 50% del corpo nell’esplosione della villetta a Torre di Maremma, località turistica a Montalto di Castro.
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Beatrice, romana, è morta ieri all’ospedale Sant’Eugenio. Era ricoverata da settimane, ma nelle ultime ore le sue condizioni sono peggiorate.
Nell’esplosione, il 10 marzo, era morto il fidanzato. Walid Elsayed, 26enne romano di origini egiziane. I soccorritori trovarono il suo corpo in giardino, la villetta distrutta e altre seriamente danneggiate.
La deflagrazione sarebbe stata innescata da una perdita di gas all’interno dell’appartamento dove i due giovani si trovavano.
La tragedia
Il dramma intorno all’una della notte tra venerdì 9 e sabato 10 marzo, quando una violenta esplosione ha sventrato il villino in cui Beatrice Meduri e il suo fidanzato Walid Elsayed stavano trascorrendo il fine settimana. L’onda d’urto ha scaraventato il 26enne in giardino, dove è morto dopo dieci interminabili minuti di agonia. Beatrice è invece rimasta cosciente, seppur gravemente ferita. Disperata e straziata ha iniziato a urlare e a cercare il suo fidanzato, facendosi largo tra le macerie del civico 39 del comprensorio 9 di Torre di Maremma.
Sono stati dei vicini, svegliati di soprassalto dall’esplosione, i primi a precipitarsi davanti alla villetta della famiglia Meduri. Poi sono arrivati i soccorritori, con una guardia dell’istituto di vigilanza Marcoccia in testa. E in una manciata di minuti il complesso Torre di Maremma si è illuminato con i lampeggianti dei mezzi di soccorso e si è riempito di carabinieri, medici, vigili del fuoco, agenti di polizia locale e del commissariato di Tarquinia. Ai militari Beatrice, seppur sotto shock, avrebbe provato a raccontare cosa fosse successo, ma con poche e confuse parole. Mentre sono stati i poliziotti della scientifica a identificare Walid, grazie anche ad alcuni tatuaggi che aveva sul corpo.
I pompieri hanno invece lottato per tutta la notte contro le fiamme che si erano propagate. Per poi procedere al sopralluogo e alla verifica delle abitazioni vicine al villino saltato in aria: tre sono state fortemente interessate dall’esplosione e dichiarate inagibili (la 40, la 41 e la 42), mentre altre quattro sono state lievemente danneggiate. Da un primo accertamento sarebbe emerso che tutte le case di Torre di Maremma siano munite di un box esterno con due bomboloni di gpl che dovrebbero alimentare i vari impianti. Le bombole della villetta esplosa sarebbero però state trovate intatte, anche se una è risultata completamente vuota. Da questa potrebbe essere partito il gas che è poi penetrato nell’abitazione.
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