Viterbo – Cinofilia, tiro a volo, rinnovo dei consigli direttivi degli Ambiti Territoriali di Caccia di Rieti, Viterbo e Frosinone: questi i temi principali affrontati martedì 24 aprile scorso dal consiglio regionale di Federcaccia Lazio, chiamata a portare la voce del mondo venatorio sul tavolo della Regione e nei vari enti di secondo livello deputati alla gestione della fauna selvatica sul territorio adibito a caccia programmata.
Il presidente regionale Aldo Pompetti ha ribadito l’importanza dell’accordo forte, siglato a livello regionale, tra Federcaccia e Coldiretti, relativo alla gestione degli Ambiti e, di conseguenza, alla politica venatoria da porre in essere sul territorio. Una regione, il Lazio, oltremodo preda dei disagi causati dalla fauna selvatica, in primis dal cinghiale ma non solo da quello.
Durante il consiglio, alcuni interventi hanno invocato la politica venatoria del livello nazionale, chiamato a dettare il metodo per le decisioni di indirizzo anche locale, ferma restando l’autonomia federale di ciascuna sezione.
Anche allo scopo di meglio confrontarsi sui temi più cogenti della politica venatoria, il direttivo regionale Federcaccia Lazio ha invitato il presidente della Federazione Italiana della Caccia, dottor Gian Luca Dall’Olio, ad assistere alla semifinale regionale del campionato italiano Sant’Uberto a squadre, in programma a Rocca Sinibald (Ri) il prossimo 20 maggio.
L’area prescelta è una meravigliosa zona addestramento cani che domina il Lago di Turano, e che si estende per circa 200 ettari dei quali circa un terzo interamente recintati per le prove sulla specie cinghiale. Quest’area, che si candida a tutti gli effetti come palcoscenico fra i più importanti per la cinofilia del centro Italia, sarà la palestra per i dresseur della Federcaccia Lazio, federazione regionale che vanta una tradizione cinofila più che eccellente, con numerosi titoli nazionali e mondiali Sant’Uberto.
Federcaccia Lazio
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