Viterbo – Bye bye consiglio comunale. A palazzo dei Priori scorrono i titoli di coda e per diversi rappresentanti, arrivano i saluti finali. Lungo l’elenco di chi seguendo l’esempio del sindaco Leonardo Michelini non si ricandiderà. Più a sinistra che a destra, più nel Partito democratico che altrove.
Francesco Serra (Pd) ha già detto no. Su quei banchi ha dato e per quello da primo cittadino non ci sono i presupposti.
Patrizia Frittelli (Pd) non ci sarà, i suoi impegni professionali a Roma la allontanano dalla politica a Viterbo. Improbabile anche un secondo giro per Melissa Mongiardo (Pd). La sua legislatura si conclude con un discreto numero d’assenze, giustificate da ragioni di studio e di lavoro. Una scelta giustificata.
Dice stop anche Arduino Troili (Pd). Per suggellare la decisione, non brucerà sedie. L’ha già fatto a suo tempo a Bagnaia.
Pure Marco Volpi (Pd) ha detto no al secondo mandato. Preoccupazione e sgomento a Grotte Santo Stefano. Ha scelto di non ricandidarsi anche Augusta Boco (Pd). Pure lei residente nell’ex comune. Preoccupazione e sgomento a Grotte Santo Stefano. Per la non ricandidatura di Volpi.
Dubbi pure per il capogruppo Pd Mario Quintarelli. Pare che opti per non presentarsi. In quel caso si dedicherà a tempo pieno a realizzare quel mercatino etnico, cavallo di battaglia d’inizio legislatura, progetto rimasto sulla carta. Non il solo.
La frazione di Grotte dovrà probabilmente fare a meno anche di Claudio Mecozzi (Oltre le mura). Pare che sia molto bravo a sistemare le auto nella sua officina. Purtroppo non è riuscito ad aggiustare l’amministrazione Michelini.
C’è anche il presidente del consiglio Marco Ciorba (Oltre le mura) tra quelli intenzionati a non volersi ricandidare. Lo ha pure dichiarato. Sfortunatamente non gli hanno creduto in molti. Un altro consigliere Oltre le mura, Paolo Simoni, sta sfogliando la margherita. Poi passerà alle rose e quindi ai tulipani. Per rimarcare la sua vicinanza al sindaco vivaista Michelini.
Non si ricandida nemmeno Gianluca De Dominicis (Movimento 5 stelle). Da quelle parti, uno vale uno e lui deve avere capito che non ne vale la pena.
Sempre dai banchi dell’opposizione, un veterano del consiglio, Goffredo Taborri, lo hanno sentito mentre dichiarava di non volersi ripresentare. Cinque minuti dopo pare che abbia firmato l’approvazione della candidatura. Cinque minuti dopo si sono accorti che era stata siglata con inchiostro simpatico.
Dal consiglio alla giunta, fortemente orientato al no, è Maurizio Tofani. Con un dubbio: dove metteranno la sua delega ai rifiuti i viterbesi? Probabilmente nell’indifferenziata. Pure Raffaela Saraconi non è intenzionata a ripresentarsi. A forza d’occuparsi di riqualificazione delle periferie, è rimasta ai margini della politica viterbese.
Punto interrogativo per un’ex assessora, dimessasi di recente per passare a incarico superiore. In regione. Alessandra Troncarelli sarebbe orientata al no. Sempre attenta alla linea, non pare gradire molto la Ciambella.
In bilico tendente al no, Sonia Perà. Però non si sa. Perà forse ci sarà.
Un elenco suscettibile di modifiche e soprattutto, tendente ad allungarsi. A chi ha deciso spontaneamente di non concorrere, si aggiungerà chi lascerà prendere la decisione agli elettori. Democraticamente.
Giuseppe Ferlicca
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