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Elezioni amministrative - Viterbo - Centrodestra spaccato - La Lega ritira il candidato sindaco ma non rinuncia alla scelta - FI rimane su Arena

Alessandro Usai fuori, dentro Luca Marcoccia?

di Giuseppe Ferlicca
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Luca Marcoccia

Luca Marcoccia

Alessandro Usai

Alessandro Usai

Viterbo – Alessandro Usai fuori, dentro Luca Marcoccia?

La giostra del centrodestra per le elezioni comunali non si ferma. La Lega, fino a qualche ora fa pronta a difendere a spada tratta il giornalista, a costo d’andare da soli, ha ritirato la candidatura. D’intesa con il diretto interessato, che probabilmente ha capito quanto poco avesse senso andare a sbattere, a fronte di una rottura insanabile tra i partiti e strategie (si fa per dire) politiche difficili da comprendere.

Via Usai, ma la Lega continua a insistere su un proprio candidato sindaco. Lunedì mattina ha convocato la stampa, nonostante la storia recente abbia dimostrato che gli annunci d’incontri non portino molto bene. Per fare cosa? Qualcuno insiste, per proporre agli alleati un nome che possa essere condiviso. Parlano ai giornali perché i partiti intendano?

Le voci si rincorrono e la scelta potrebbe cadere sull’avvocato Luca Marcoccia. Ha già ufficializzato la sua candidatura nella Lega come consigliere, potrebbe ricevere una promozione non sul campo, ma nella lista. Da consigliere a candidato sindaco.

Del resto, il partito di Salvini nel comunicato in cui annuncia l’addio a Usai è chiaro. “La Lega – spiegano Zicchieri e Fusco – rivendica per la città di Viterbo un candidato che sia non solo espressione del partito, ma anche di tutti i cittadini che chiedono un forte cambiamento”.

Non si spostano. Fermi su un rappresentante leghista, in sintonia con la voglia di cambiamento da parte degli elettori. Quindi, una novità e deciso da Fusco e i suoi. Due requisiti cui Usai rispondeva appieno. Ma lo hanno lasciato andare via.

Segno che il punto non è un altro. Dopo averlo tanto difeso, lanciato ultimatum a raffica, avere battuto i pugni prima al tavolo viterbese e poi a quello romano, il passo indietro suona come una resa. Dettata non si sa bene da cosa.

Probabile che non sia indifferente al colpo di scena leghista, la presenza a Roma di Antonio Tajani. Il presidente dell’europarlamento potrebbe avere fatto pesare le sue ragioni che vanno ben oltre il capoluogo della Tuscia. A giudicare da com’è andata, sembra essere stato pure convincente. Determinante, sostiene qualcuno.

Perché Viterbo è importante, ma lunedì, oltre alla conferenza della Lega, ci sono le non meno importanti consultazioni di Mattarella. Il centrodestra ambisce a ottenere l’incarico. Una rottura a ogni livello in questa fase non la vuole nessuno. E Tajani, a Salvini può dare una grossa mano.

Questo, volendo scomodare i massimi sistemi. Rimanendo terra terra, invece, al momento l’unico dato è che di candidati sindaco ne è rimasto uno solo. Giovanni Arena per Forza Italia.

La Lega forse lancerà la sua proposta in conferenza. Sarà già il 7 maggio. Agli sgoccioli, c’è sufficiente spazio per determinare le basi di un’intesa larga, condivisa e vincente? Ma soprattutto, come la prenderanno gli alleati? Intanto, Forza Italia. Ma con uno scenario totalmente rovesciato, vanno considerate pure le scelte di Fratelli d’Italia. Nulla è scontato e i dubbi restano, e pure parecchi.

Quindi, un altro nome, forse Marcoccia. Oppure questi due giorni potrebbero semplicemente servire in casa leghista a far decantare la tensione accumulata. Magari lunedì le previsioni daranno cielo azzurro.

Giuseppe Ferlicca


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6 maggio, 2018

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