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Elezioni amministrative - Il candidato sindaco Lillo di Mauro risponde allo sfidante che gli aveva proposto di creare una lista unica per le comunali

“Sgarbi, si è circondato dei responsabilii della decadenza della mia città”

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Lillo Di Mauro

Lillo Di Mauro

Sutri – Pubblichiamo la risposta di Lillo Di Mauro, candidato sindaco di Sutri, alla proposta dello sfidante Vittorio Sgarbi che vorrebbe creare una sola lista per la città. Le dichiarazione di Sgarbi sono in calce –

La sua richiesta mette in luce, per brevi tratti, con una singolare intensità, il nesso sottile che lega le nostre personalità, i nostri interessi, i saperi suoi evidentemente più alti e colti dei miei. Noi siamo partecipi di un’unica potente melodia segnata dall’erranza delle cose effimere, come effimero è lo sguardo di chi, come noi, tenta di afferrarle pur se inserite nella vastità di un paesaggio metaforico.

Il suo, professore, è un invito – richiamo alla riflessione, che arriva troppo tardi, in un tempo dove tutto è già compiuto e nulla può essere trasformato perché devono essere rispettati impegni assunti con se stessi e con gli altri, con gli splendidi ragazzi che compongono la mia lista e che anche lei riconosce come preparati e amanti della bellezza, che hanno messo a disposizione le loro competenze e il loro prezioso tempo per il bene comune, ma soprattutto con i cittadini che sono oggi più che mai confusi per tutte le cose accadute dalla sua venuta.

Sutri non è per me semplicemente uno spazio abitato da cose e persone, da bellezze durature o effimere, Sutri è la mia radice, l’alimento della mia vita, la mia silenziosa casa ove mi ritraggo, quando sono stanco, protetto e sicuro, accolto nel suo grembo.

Lei mi invita in una casa inospitale perché abitata da coloro che io ritengo responsabili della decadenza della mia città, delle ferite profonde e laceranti che le sono state inferte negli ultimi venti anni. I gruppi di cui si è circondato, a vario titolo, sono coloro che hanno lasciato produrre quelle ragnatele di cui anche lei lamentava la presenza in occasione di una sua passeggiata solitaria in cui ha potuto avvicinare tutti i malesseri della mia amata Sutri.

Mi sono sempre chiesto come il suo sapere raffinato possa precipitare così spesso nella provocazione e perdere la percezione della realtà. Ho l’impressione che lei voglia fare cose in contrasto con la poca sensibilità culturale e il poco amore per la bellezza, mostrati da coloro con i quali si è alleato. Sono tendenze contrastanti con quello sviluppo e quella rinascita che lei vorrebbe dare alla città con la sua idea a tratti visionaria. Lei è su un altro orizzonte culturale da quello dei suoi alleati.

Lei mi parla del film “chiamami col tuo nome”, che anche io ho molto apprezzato, volendo ammiccare ad una nostra sensibilità comune, ma in questo, professore siamo differenti perché mentre ella usa espressioni nei confronti degli omosessuali contrastanti e a tratti volgari, da osservatore distratto e lontano, per me essere omosessuale rappresenta l’espressione di un puro, semplice, naturale sentimento.

Professor Sgarbi nel mio desiderio di immensità non c’è posto per le differenze, per i limiti fissati dalle convenzioni, sono un cristiano ma non disdegno il buddismo e le altre filosofie, perché in esse vi trovo l’espressione somma della pietas umana. In me v’è un desiderio di communitas, un bisogno di appartenenza ad una più vasta dimensione ontologica. So che per avere Dio dobbiamo essere comunità ovvero avere la capacità di percepire e condividere il canto sommesso delle cose.

Lei si è già risposto con un mio diniego al suo gentile quanto provocatorio invito perché sa che oggi mai potrei tradire quanto io stesso ho costruito, ovvero la speranza in molti di un futuro migliore per la nostra città che non può essere rappresentato da tutti coloro che sostengono la sua lista. Se posso permettermi un consiglio, tenga ben stretta la barra del timone e il suo equipaggio se vuole risalire la corrente e raggiungere la riva.

Anche io amo passeggiare solitario, soprattutto nelle notti estive, per i vicoli della mia città che mi rimandano voci e ricordi, suoni e odori che costituiscono la mia persona, che mi mostrano il turbamento in cui speso mi ritrovo.

Sutri a tratti appare come un quadro del trecento dove il paesaggio splende dietro figure e cose come un’unica anima, un tutt’uno con loro. Lo splendore del luminoso chiaro cielo della Tuscia che da qui ha inizio e si allunga, come una propaggine, fino alle dolci colline toscane.

Pur se nessuna mescolanza potrà confondere gli eventi ineludibili spero di ritrovarci nell’arte del reciproco rapporto e lasciarci, dall’altezza delle parole e del comune amore per il bello, ricadere in una condivisa melodia partecipi per il bene della mia città che lei vuol fare sua.

Cordialmente,
Lillo Di Mauro


Pubblichiamo la proposta di Vittorio Sgarbi allo sfidante Lillo Di Mauro –

Invito il candidato sindaco Lillo Di Mauro, che mi dicono bravo e colto, e che ha fra i suoi persone di talento e sensibili all’arte, a fare con me un accoppiamento giudizioso: una sola lista per Sutri, una lista d’amore, oltre ogni confine, in cui intelligenza e passione siano unite. La lista, che è aperta a ogni identità sessuale lasciando che lo spirito, la religione e la fede restino scelte di coscienza, potrà chiamarsi, con il suo impegno, la sua cultura il suo amore: “Kamasutri”.

La film Commission del Lazio, che io ho contattato, potrebbe scegliere la Tuscia come area per i siti del film. Ho già parlato con il grande regista russo Alexander Sokurov, innamorato dell’Italia. Immagino anche David Lynch, o Luca Guadagnino, autore del mirabile ‘Chiamami col tuo nome’.

Sono certo che Lillo Di Marco sarà interessato a questa opportunità. E ho già portato a Sutri Pietro Valsecchi, produttore dei film di Checco Zalone. Temo che Lillo dirà no a questa proposta, ma a malincuore.

Vittorio Sgarbi


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6 maggio, 2018

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