Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ritengo che la si debba fare finita di accanirsi e di vessare il personale della polizia locale di Viterbo, specialmente da parte di chi, ritengo, non sarebbe neanche qualificato afregiarsi del titolo di comandante e di seguito cercherò di spiegare perché.
Mi sono fino ad ora astenuto dalle precisazioni che andrò a fare solo per motivi di correttezza personale ma, visto e considerato che la disponibilità e la correttezza sono spesso fraintese come segnale di debolezza, non posso non fare presenti alcune cose rispetto alla nomina della dottoressa Mara Cimabella a comandante della polizia locale di Viterbo.
Va innanzi tutto precisato che le norme che regolamentano gli ordinamenti della polizie locali prescrivono che il comandante di un corpo deve avere gli stessi requisiti prevsiti per gli appartenenti al corpo stesso.
Deve avere l’idoneità fisica. Deve rivestire la qualifica di ufficiale di pubblica sicurezza rilasciata dal sindaco previa autorizzazione del prefetto e deve, ove sia prevsito l’armamento, portare l’arma di ordinanza dopo aver superato le prove di idoneità.
Deve avere la patente di guida e la patente di servizio. Tutti requisiti che non credo abbia la dottoressa Ciambella.
E’ idonea fisicamente? La prefettura di Viterbo ha mai rilasciato nulla osta alla qualifica di pubblica sicurezza e l’assegnazione dell’arma di ordinanza? E’ in possesso di patente di guida e di quella di servizio? Ha i titoli di studio previsti, laurea in giurisprudenza o equivalenti, per accedere ad una selezione per comandante? Ha approfondite conoscenze in materia di codice della strada – di Dpr 380/2001 in materia edilizia – di norme sul commercio – della legge 689/81 sulle procedure amministrative – sul codice civile e codice penale?
Non discuto assolutamente la sua competenza quale dirigente del settore ambiente e demografico ma non ritengo abbia requisiti per fare il comandante della polizia locale.
Per tutti questi motivi mi domando e domando a chi mi legge se sia legittimo che continui a firmarsi comandante.
Se, dal giorno in cui l’ex comandante Franco Fainelli ha lasciato il comando della polizia locale, non so quanto volontariamente, il comando stesso non è imploso su se stesso e ha continuato ad assolvere al meglio alle incombenze previste è solo grazie alla preparazione, buona volontà e senso di responsabilità degli ufficiali e degli agenti del corpo e non grazie ad un comandante che è presente nei locali del comando una o due volte a settimana.
Noi abbiamo bisogno di una figura autorevole e preparata che possa supportarci, oltre che comandarci, e non di chi, senza un motivo apparente si inventa registri dei rientri del personale al comando dimostrando nient’altro che scarsa fiducia nei confronti dei suoi collaboratori.
Maurizio Rizzo
Delegato Cisl Fp per la polizia locale
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