Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Nella campagna nazionale contro il pareggio di bilancio, l’Usb Viterbo si mobilita l’11 maggio, perché i diritti, garantiti in Costituzione, non possono essere subordinati alle logiche del profitto.
L’Usb ed Eurostop lanciano la data dell’11 maggio come tappa in sostegno della proposta di legge, di iniziativa popolare, per l’abrogazione del pareggio di bilancio. Il governo Monti introdusse il vincolo del pareggio, su pressione dell’Unione Europea, nel 2012, modificando l’articolo 81 della Costituzione. Modifica che va ad attaccare il welfare e quei diritti fondamentali che dovrebbero essere la base di ogni stato democratico.
Il pareggio di bilancio è l’imposizione di politiche antisociali, una mannaia contro il Welfare State e i servizi pubblici. L’articolo 81 prevede che ad ogni uscita, nei bilanci, corrisponda una pari entrata, questo è attuabile solo aumentando le tasse o eliminando voci di spesa. Gli effetti sono ben visibili, i servizi essenziali sono impoveriti e malfunzionanti.
Verranno completamente aboliti gli investimenti per le scuole, le strade, il trasporto pubblico, l’edilizia agevolata e la sanità. Quest’ultima è lo specchio visibile di quello che accadrà in tutti i settori. A Viterbo e provincia, per esempio, sono stati esternalizzati, quindi privatizzati, servizi essenziali come l’assistenza domiciliare e quella psichiatrica. I diritti universali, garantiti in Costituzione, non possono essere subordinati agli obiettivi di bilancio. Uno stato democratico non può essere definito tale, se un diritto, che comporta una spesa, non è più un diritto esigibile.
Per questo l’11 maggio l’Usb si mobilita in tutti i luoghi di lavoro. L’obiettivo è raggiungere e superare le 50mila firme necessarie alla presentazione della legge di iniziativa popolare. Il sindacato raccoglierà le firme in sede, via Garbini 51, Vt, e in tutti i luoghi di lavoro.
Usb Viterbo
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