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Economia - I dati di Viterbo e provincia resi noti da Confcommercio in occasione della presentazione del primo Ccnl per dipendenti di esercizi pubblici, ristorazione e turismo: "Aumento di 100 euro in busta paga"

In bar e ristoranti lavorano più donne che uomini

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Viterbo

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Da pochi mesi, dopo una lunga e complessa negoziazione, è stato firmato il primo contratto nazionale di lavoro per i dipendenti dei settori dei pubblici esercizi, della ristorazione collettiva e commerciale e del turismo. Fipe, tra le firmatarie dell’accordo, ha spiegato nel dettaglio i contenuti del nuovo Ccnl ieri presso la sede di Confcommercio Lazio nord.

Nel corso dell’incontro sono stati anche presentati i dati aggiornati sull’occupazione dipendentenei pubblici esercizi di Viterbo e provincia: sono 3mila 502 i lavoratori operativi in bar e ristoranti (il 4,1% degli addetti della regione), con la componente femminile in maggioranza rispetto a quella maschile (1354 uomini contro 2mila 148donne).

Per quanto riguarda la tipologia di contratto il 71,1% (2mila 490) è a tempo indeterminato, il 75% del contratti (2mila 625) è part-time. Sul fronte della nazionalità, si segnala una netta prevalenza dei dipendenti di nazionalità italiana con 2mila 786 addetti (il 79,6%) mentre i lavoratori stranieri sono 716.

Il nuovo contratto è stato firmato per la parte datoriale dai rappresentanti Fipe, Angem, Legacoop produzione e servizi, mentre nella parte sindacale dai rappresentanti di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

“Il nuovo contratto, indipendente e svincolato dai contratti precedenti, ha un campo di applicazione che interessa oltre un milione di addetti di un settore dove operano più di 300mila imprese con un fatturato di oltre 80 miliardi di euro”, dichiara Fipe.

Esso si rivolge in particolare a bar, ristoranti, trattorie, pizzerie, pub, mense scolastiche ospedaliere e aziendali, stabilimenti balneari, discoteche, sale giochi. Tra i punti principali dell’accordo figurano un aumento in busta paga di 100 euro a regime, rafforzamento dell’assistenza sanitaria integrativa, durata quadriennale e importanti innovazioni mirate al recupero di produttività.

A fronte del proliferare di forme di dumping contrattuale, ovvero di contratti formati senza un’adeguata rappresentanza, il nuovo Ccnl mette in evidenza l’importanza di allargare gli strumenti di welfare per migliorare la qualità del lavoro e dei servizi nel settore: obbligatorietà all’iscrizione al fondo di assistenza integrativa Fondo est e diritto irrinunciabile dei lavoratori all’erogazione delle prestazioni sanitarie fornite dallo stesso.

Confcommercio Lazio Nord


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15 maggio, 2018

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