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Motori - Spettacolo di colori per la 36esima rievocazione della gara agonistica che si corse tra il 1927 e il 1957

Mille miglia, il museo viaggiante nel cuore di Viterbo

di Samuele Sansonetti
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Motori - La Mille miglia

Motori – La Mille miglia

Viterbo – Un arcobaleno di colori. Che porta in giro per l’Italia il sentimento e la memoria di un popolo.

La Mille miglia è storia e tradizione. E’ una sfilata di auto d’epoca che riesce a lasciare indietro il lato sportivo a favore di quello estetico ed emozionale.


Multimedia: video La Mille miglia 2018 (terza tappa) – La Mille miglia 2018 (seconda tappa)


Il cronometro scorre sempre, sia chiaro, e come ogni competizione che si rispetti alla fine incorona sempre un vincitore, ma la bellezza della manifestazione va cercata da tutt’altra parte.

Dove? Nel fascino senza età delle 450 auto d’epoca iscritte. Un patrimonio dal valore inestimabile (cifre esagerate, meglio lasciar perdere), che richiama un passato lontano ma reso estremamente attuale durante i quattro giorni di gara.

Partita come sempre da Brescia, nel corso della prima tappa la Freccia rossa è giunta fino a Cervia-Milano marittima da dove ieri ha poi raggiunto Roma, non prima di assaggiare le strade viterbesi nei territori di Orte, Gallese e Civita Castellana.



Un passaggio, quest’ultimo, purtroppo mancato dall’equipaggio numero 13, formato dagli ortani Ermanno De Angelis e Nunzia Del Gaudio a bordo della bellissima Fiat 501 S del 1923, l’auto di produzione italiana più anziana di tutto il convoglio bloccata da un guasto al motore. Assente anche la Lancia Lambda V serie Casaro del 1925 di Marco Confidati e Andrea Rinalducci, secondo equipaggio viterbese al via.

Suggestivo come sempre l’attraversamento del centro storico della città dei Papi, con la visita a San Pellegrino che riporta indietro nel tempo sia gli equipaggi che gli spettatori. Il quartiere medievale è affascinante e i partecipanti, provenienti da 44 paesi del mondo, non si lasciano mai sfuggire la ghiotta occasione di scattare immancabili foto ricordo dalla privilegiata prospettiva di guida.

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Non è Mille miglia se non è caccia al vip in gara. E in questa edizione, forse molto più che nelle altre, le celebrità non mancano affatto. C’è il ‘Toro loco’ Piero Pelù, certamente più rock della sua sobria Alfa Romeo Giulietta sprint Bertone del 1955. Un classico. C’è anche l’ex calciatore Roland De Boer, che dopo le scorribande sulle fasce di Ajax, Twente, Barcellona, Rangers, Al-Rayyan e Al-Shamal preferisce dedicarsi a quelle a bordo della sua Alfa Romeo 6C 2500 Ss coupé touring del 1949. Assieme a loro anche il premio Oscar Adrien Brody e il bassista dei Coldplay Guy Berryman, a bordo di un’Alfa Romeo 1900 sport spider del 1954.

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Marchi celebri. Personaggi celebri. Manifestazione celebre. Che ogni anno riesce a rinnovarsi nonostante il format rimanga sempre lo stesso. Leggenda vuole che nel 1988 Enzo Ferrari, seduto sul cancello di una carrozzeria di Modena, mentre assisteva al passaggio della sua ultima Mille miglia la definì come “Un museo viaggiante unico al mondo”. Paragone più azzeccato che mai.

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Lasciata Viterbo e la Tuscia a metà mattinata, la corsa è proseguita verso nord e terminerà la sua terza tappa stasera a Parma. Domani andrà in scena la tappa conclusiva Parma – Brescia.

Samuele Sansonetti


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18 maggio, 2018

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